I miei primi 40 anni da minorenne
Tra Mastella e la nuova tangentopoli ( odddddio,De Magistris e il suo fantasma che ritorna, c’avesse avuto ragione…) , le primarie del PD che incombono e inquietano e un pò scocciano, il Santo posto fisso che Tremonti ha avuto come una visione della Madonna,le case e le cose dell’Aquila che non spiccano il volo e tante ma tante amenità del genere ieri ho compiuto 40 anni, esattamente alle 17.50; sono nata il 21 ottobre 1969 e ho compiuto 40 anni suonati e cantati.
Le mie amiche quarantenni mi avevano preparato a questo passaggio: dagli enta agli anta la paura è quasi sempre tanta( e scusate la rima ma ci azzeccava).
E’ un giro di boa, perchè per una donna si aprono e si chiudono contemporaneamente tante porte; si apre quella della consapevolezza di quello che si è e si chiude o perlomeno è più difficoltosa la porta della maternità ( io ho due figli e non potrei darne altri per amore), se si è in carriera si può chiedere di più, se non si lavora fatti grandi i bambini si vuole lavorare, ci sono le prime rughe di espressione , le prime avvisaglie di malanni, la pazienza che manca nelle cose di ogni giorno e la rassegnazione su certe cose che dentro non cambieranno; si deve smettere di fumare, si devono fare i massaggi per rassodare, si fanno i bilanci su quello che si è stato e che adesso magari si vuole diventare; si pretende un pò di attenzione ( e cavoli adesso ho quarant’anni ho voce in capitolo!!), si dà un pò di più di attenzione ( e adesso lo so cosa vale la pena di scegliere); ci si sente “grandi” e certe pazzie non si dovrebbero fare più: cantare per strada come le ragazzine, saltare di gioia, ballare fino all’alba, piangere di commozione per un’emozione, dipendere dall’affetto di qualcuno, far dipendere qualcuno dal proprio affetto, evitare le ingenuità della buona fede della gioventù, calmare i sensi senza senso insomma mettere la testa a posto.
E invece io sono una quatantenne minorenne.
Sono stata ieri inondata da auguri da tantissima gente, oltre i soliti amici anche i nuovi ( tanti su Facebook e nel mio forum mi hanno abbracciata virtualmente) , e sono stata con il sorriso tutta la giornata come una deficente, ho canticchiato per strada dato che ero contenta, sono ancora pronta ad avere le fregature da amici e amori e fa niente che la vita è bella, voglio ancora lavorare e studiare, voglio fumare ( ma solo un pò di meno data la brochite), voglio vedere se l’alba dopo una notte insonne ha ancora i colori della speranza, voglio che le mie rughe di espressione siano quelle dei sorrisi che faccio, voglio sperare che a 50 anni il Governo e il Parlamento sia in mani migliori così i miei figli vivano in un’Italia migliore ( cribbio, forse qui ho esagerato con l’ottimismo), voglio una comitiva sempre più grande di cuori e anime per imparare le vite degli altri, voglio ballare a casa scalza con una canzone alla radio anni 70, voglio guidare senza navigatore per perdermi e ritrovarmi,voglio fare le pernacchie a chi mi sta antipatico, voglio fare le bolle di sapone sul balcone per inventare nuovi arcobaleni,voglio fare un pigiama parti con le mie amiche o forse è meglio un Margarita party alcoolico và, voglio che i miei figli ridano con me sapendo che rido con loro, voglio il cuore che mi batta fooorte fooorte quando Lui chiama, come al primo appuntamento, voglio essere grande con un cuore bambino…
I miei primi 40 anni da minorenne sono cominciati ieri.
E fanculo alla carta di identità!!


Fai bene a mandarla a quel paese la carta d’identità!
Ti abbraccio virtualmente anche io!
Non so dove lessi una volta una frase che per me è stta davvero illuminante, tanto che non la potrò più scordare: “Lungo la vita, si può aggiungere, mai togliere. Così, non smetteremo mai di essere bambini, nè adolescenti, nè giovani. Un adulto è insomma un bambino a cui si sono aggiunte certe consapevolezze”
Non dovremmo quindi mai permetterci di smettere di essere bambini, perchè nel ritrovare il nostro essere bambini, stanno i momenti di felicità. Dovremmo, questo sì, essere capaci di gestire qquesti momenti di felicità, magari ricercandoli, magari conciliandoli con i doveri che abbiamo verso i nostri cari e verso il mondo, ma guai se uccidiamo il bambino che è in noi. Infiniti auguri e mille di questi giorni (ti basteranno poi?)
si, mi pare proprio cominciati bene.
Se la prima parte di questo tuo foglio di diario è l’abito vecchio che ti levi, e la seconda quello delle consapevolezze che ora vai indossando, ebbene Piccola Signora ci hai azzeccato!.
E’ proprio così come dici, che devi vivere i tuoi prossimi quarantanni!
E poi?… e po ci penseremo!… diamo tempo al tempo!
Per ora, SPLENDIDO GIORNO n°1, Bluab!!!
La tua carta di identità mente. Ci deve essere stato un errore all’inizio. Non mi pare che tu abbia gli anni che ti assegnano. Sei molto più giovane e molto più frizzante, come vino giovane, leggero e fresco. Infischiatene degli anni sulla carta, gli anni veri sono quelli che hai dentro e fuori con la gente che frequenti. L’anagrafe è solo una convenzione. Tuo affezionato. Zorba. Dimenticavo, imperdonabile: Auguri e resta pimpante come sei!
Carissimi, grazie infinite non solo degli auguri, ma delle esortazioni, che l’è dura essere come sono io, quando quasi tutti sono diversi e adulti, ma non ci posso fare niente e niente voglio fare più:sono fatta di sogni, nuvole, pietre colorate e tanta , tanta voglia ancora di cielo per colpa dei miei occhi che sono cerulei e che quindi mi fanno vedere tutto limpido, infinito e stellato…una maledizione!!
Vabbèvorrà dire che mi sopporterete per come sono, e chi mi ama mi segua!! ehehehehe
Un abbraccio forte all’Incarcerato che apprezzo che di più non si può, a Vincenzo che stimo sempredi più, a Lucio che è parte delle cose mie, e a Zorba la cui sensibilità mi colpisce sempre.
Io mi sento di farti gli stessi auguri che ti avrei fatto dieci anni fa, venti o trent’anni fa, uguali a quelli che spero di farti tra altri dieci anni, toh, magari anche tra venti. E questo per mettere in pari le tue aspirazioni, le tue delusioni, i ripensamenti, i progetti, le ambizioni, gli amori, le rughe. Tu sei tu. Bella, simpatica, estroversa, romantica, rompiballe, cocciuta, sinistroide, ingenua, diplomatica e monella. Tanto per fare un elenco, non completo, ci mancherebbe, ma sfumato o caricato nei colori e nelle pieghe della tua personalità proprio da quei quarant’anni che sono passati. E noi, tutti noi, abbiamo camminato al tuo fianco, chi più a lungo di altri, chi anche solo per un giorno, chi addirittura con un solo sguardo. E ti avrà soltanto fatto abbassare gli occhi quello sguardo ma ha provocato qualcosa di cui tu porti il segno, la cicatrice, il ricordo. Ha macchiato un angolo della pagina del diario della tua vita. Probabilmente tra un’ora o una settimana non lo ricorderai neppure ma quella pagina non è più intonsa, è viva, viva di un pezzo del tuo cammino. Oggi quella pagina non puoi più riempirla con parole scritte, puoi solo andarla a ricercare nella mente e se lo farai troverai un meccanismo che ti aprirà molte porte ma non t’imporrà quale dovrai oltrepassare. Lo faranno i quarant’anni che sono passati.
Ammazza Sergio!
e so ,perchè lo sai anche tu, che non cambierò.
, e lo dico con tutto l’affetto e la stima possibile.
A parte il bella ( bontà tua) c’hai azzeccato parecchio su come sono
Le mie pagine di diario, come dici tu, si , avranno qualche macchia ( alcune sai sono nere e malinconiche assai) ma spero tanto di poterle colorare sempre.
E tu non scappare per i prossimi anni, che mi piacerebbe festeggiarli ancora con un moschettiere saggio e “caffettiera” come te
Baci&abbracci
Augurissimissimi, cara Luce!
Leggendo il tuo post mi è venuto in mente un spot pubblicitario, dove la protagonista conclude dicendo : “L’età non conta…”…quindi viviamo come ci si sente dentro!!
Un caro saluto, buona fine settimana.
Un grosso in bocca al lupo mia cara. Spero che tutti i tuoi sogni, possano veramente realizzarsi.
Un abbraccio cara Luce e continua con questa tua dolcezza e voglia di vivere.