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Archivio di settembre 2009

Happy be lucky ( essere ottimisti-e felici-porta fortuna, forse…)

La settimana scorsa è stata una settimana di “veleni” e incazzature della sottoscritta spugna monella riccia e bionda.

Tanto per cominciare la storia di Santoro e Travaglio, travagliata direi, poi tutta la questione sul canone da pagare o no per sostenere programmi  della rete pubblica che in un certo modo scoprono altarini ( e non solo di una parte ma anche dell’altra: nessuno si è  accorto che anche l’opposizione fa figure meschine in programmi del genere?), poi il digitale al nord che  non funziona e ingrassa i venditori di decoder ( lo sapete che li fa e ci guadagna appartiene alla famiglia del Cavaliere?), poi le banche italiane “denunciate” per il fatto che sono care e l’usura è raddoppiata e quindi chi ci guadagna sono sempre li stessi e cioè i  ricchi e i delinquenti,  poi la questione degli immigrati e il Governo non si raccapezza visto che c’è qualcuno che spara sulla legge ed è fuoco amico, l’attesa per l’udienza del 6 ottobre sul lodo Alfano ( e speriamo che qualche costituzionalista si svegli dal letargo e si renda conto che è una delle cose più antidemocratiche del pianeta) e poi le restrizioni incluse nel lodo Alfano sulla rete ( manco fossimo in Cina) e poi la toccante intervista a Saviano, un uomo di grande spessore che in Italia non ci meritiamo, per finire con la dedica di una partita di pallone al capomafia e domenica sera lo scempio fatto vedere su Presa Diretta di raitre ( che da solo vale il canone) sulle nostre bellezze archeologiche che stiamo letteralmente distruggendo e non sfruttando per l’economia…

E  non ho messo lo schifo della Croce rossa in Abruzzo che ho letto in un blog di un valente giornalista, l’Incarcerato, e lo schifo tra italiani e musulmani , bagarre Santanchè( sic!), in seguito all’assassinio della 18 enne ribelle commesso dal padre padrone…

Insomma una settimana da paura, aggiungendoci poi il mio personale stress emotivo di donna di cuore, e che ve lo dico a ffà!

Ma stamattina ho detto basta.

E basta  pensare che il mondo è una cosa schifosissima,che l’Italia è sotto dettatura e dittatura, che le cose non funzionino e che noi stiamo in letargo…basta!

Insomma ho pensato che nonostante quello che mi gira intorno è malevolo, maleodorante e malamente, ho avuto sorrisi e complimennti ( immeritati) per quello che sono, manifestazioni di affetto da estranei e vecchi amici, interventi della Divina Provvidenza per quanto riguarda i tempi di sacrificio economico che sto sostenendo, sono stata coccolata e amata in maniera inaspettata, non piove più qui a Bari e c’è il sole, avuto discussioni molto proficue e fertili con persone che non la pensano come me e ne sono contenta, praticamente la Vita ha fatto in modo che questa settimana finisse con tanti segnali di ottimismo ( vabbè quasi tutti personali ma  le pile devono essere ricaricate da qualche parte o no?).

Dati questi avvenimenti e aggiungendoci una buonanotte romantica da chi amo di folle amore e un sogno romantico annesso con un diverso soggetto-oggetto del mio amore ( embhè? all’inconscio non si comanda! ehehehehe), stamattina mi sono svegliata ottimista e intorno ho sentito la voglia di andare avanti, di resistere anche in tempi schifosi e tristi, di credere che domani può essere migliore, di partire dalla terra di mezzo e di andare verso quello che in salita mi si proporrà, sapendo che oltre la salita, arrivita in cima, il paesaggio sarà, DEVE ESSERE, incomparabile, insuperabile, incontaminato e fattibile.

Ovvio che sulla villa  in cima alla collina di cui sopra con vista mare siete tutti invitati; prometto musica,  poesia, risate e prese in giro tra amici, spaghetti misto mare,marmellata di ciliege, pollo al girarrosto e patatine, cocacola e  cognac e tanta, tanta fortuna , una felice fottutissima fortuna.

Sentirsi una spugna…

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Giro nella rete e visito dei blog interessanti, uniti da una catena di contatti, a volte neanche diretti( salto da uno all’altro), che rappresenta la  “comitiva” che frequento quasi ogni giorno.

In tanti commento, in altri passo e leggo, altri sono affettivamente importanti e mi fanno riflettere, da alcuni imparo, altri mi informano, ci sono quelli che mi rallegrano,che mi intrigano, che mi inteneriscono, insomma sono tutti  espressione condivisa della mia personalità.

Ho poi il piacere di aver creato un piccolo un piccolo forum dove ci sono tante altre persone con cui mi confronto, sfotto, discuto, mi evolvo insomma, e sono anche fortunata perchè sono pochi, ma certe teste e anime!!

Ma oggi mi chiedevo: e io a cosa servo?

Facciamo alcuni  nomi così sono chiara:

da Marco e Incarcerato imparo tanto e faccio mia una politica che era embrionale in me e che sta crescendo ( e scalcia), da Stoney e Tito vivo empaticamente certe realtà ( e mi sento più ricca grazie a loro) , da Daniele apprendo nuovi modi di vivere il sociale ( terribile e bruciante a volte) e di “sentire”  la poesia e le sue emozioni, da Zorba analizzo le cose in maniera più profonda, da Domenico prendo la semplicità delle piccole grandi cose della vita in versi, da Anellidifumo ricostituisco le mie sinapsi allenandole con il suo modo magistrale di essere se stesso in tutti i suoi colori,da Vincenzo un modo di vedere le cose disincantato e preciso, da Antonella la magia delle sensazioni forti scritte, e poi c’è  Ornella e la sua battaglia,  e poi tutti gli altri che incrocio dutante le mie passeggiate notturne.

Per non parlare poi di chi è nella mia vita come Lucio  che è il mio angelo custode dappertutto, e gli altri che scrivono nel mio forum: Sergio e la sua viva intelligenza,  Legend e la sua saggia creatività, e i poeti dell’ anima Pecco, Francesco e Lucky, il maestro  dello scrivere elegante Alessio,Lucia che sembra una saggia e sensibile donna moderna e antica nello stesso tempo, Regina e la sua fede che insegna,  e poi gli altri che passano e lasciamo comunque una traccia…

E io? Io forse  sono una spugna, o quanto meno mi sento così.

Un porifero Ascan, o Sycon o Leucon a seconda della semplicità delle mie cavità interiori,multiforme e colorata  di dimensioni, variabili come la mia fantasia.

Sono lì nel blu di questo mare della comunicazione, e ad ogni passaggio, ad ogni corrente assimilo, filtro,mi nutro  leggendo e amando queste  belle menti ma io, a loro,  a  che servo?

Vabbè, sono di gradevole lettura e conversazione,a volte anche stimolante per gli argomenti trattati, leggera ma non superficiale, questo si, ci metto sempre il cuore nelle cose, anche nelle battaglie e nelle indignazioni, ma poi alla fine le mie sono solo caramelle in confronto ai voli di albatros che mi circondano.

Insomma a volte mi sento un pò, come dire, inadeguata davanti alle cose degli altri,dato che l’unica cosa di cui sono sicura è che sono diventata una persona migliore attraverso le parole che leggo e non so a cosa può servire il mio ottimismo, la mia energia, la mia voglia di comunicare, la mia empatia  ma mi chiedo: può una spugna essere una cosa utile nel mare delle parole in cui vive?

La terra di mezzo

Non so voi, ma da un pò di tempo mi sento come una cittadina della terra di mezzo,una terra dove c’è tutto e il contrario di tutto.

Da quello che so, dai racconti dei miei, della loro vita, c’è stato un periodo in cui le cose eramo distinte: i delinquenti erano delinquenti, i giudici erano giudici e giudicavano con la legge, gli imprenditori erano imprenditori( vabbè, c’erano anche allora bustarelle e compromessi ma si sapeva e rischiavano ma sempre nell’ambito imprenditoriale), la polizia faceva la polizia e pulizia, gli insegnanti insegnavano, i politici parlavano ( e qualche volta facevano le leggi ma almeno ci pensavano) , i preti predicavano, la televisione era un elettrodomestico che avvicinava,  i giornali informavano e raccontavano, il lavoro era sudore( anche se piaceva)  ma almeno c’era, insomma piccole cose più o meno in ordine.

Adesso è tutto immezzo.

Giudici che orientano e perseguitano o vengono perseguitati, il lavoro che non c’è perchè non si lavora,  polizia che si sporca, deinquenti che sono gente “perbene”, imprenditori che credono che i soldi salvano e sono garanzia di onestà, televisione manipola menti e culture, insegnanti senza voglia di dire niente, politici della poltrona e non della polis, giornali sputtananti e sputtanati, preti divisi in tante forme di Dio… non ci capisco niente.

Eppure mi hanno insegnato che la cultura salva, che i sentimenti sono una risorsa, che le idee devono essere rispettate, che i ruoli hanno una certa importanza, che la tolleranza è alla base della società, che i soldi servono ma non arricchiscono, che i rapporti umani stanno alla base della definizione di essere umani, che il cuore ha sempre ragione e la ragione spesso non ha cuore, che un sorriso vale mille bugie e che la verità è malinconica ma necessaria, che le responsabilità migliorano e i sacrifici salvano, che una gioia in due è meglio di una gioia solitaria, che se tu sorridi al mondo quello ti ticambi con gli interessi, che se cadi c’è un motivo ed è che poi ti puoi rialzare,che una mano aiuta l’altra anche se è sporca, che nel cambiamento c’è la vita e invece qua tutto è un mezzo che sta immezzo a tante cose e non ha un senso.

Quindi?

Beh, quindi niente, mi sento sola oggi , come dire tra due fuochi, quello del “era meglio quando stavamo peggio” e quello del” si può cambiare ma chi te lo fa fare”; chi me lo fa fare? Eh no, io voglio fare qualcosa non per il “chi” ma per il “perchè”

…ma stamattina, non so, non trovo neanche un perchè….

Guerra e pace

Adesso fatemi capire.

Fatemi capire perchè un popolo che ha nella Costituzione la pace , va nei paesi in cui si fa la guerra.

Ditemi perchè la guerra che nasce per prendere o difendere diventa la guerra per scoprire chissà cosa e per insegnare ad un popolo ad essere civile con un mezzo incivile come le divise militari.

Ditemi perchè ci hanno insegnato che la guerra è terribile a casa nostra ma se esportata allora diventa santa.

Ditemi perchè si vota per andare in guerra e poi si vota per non andarci più.

Ditemi perchè fare la guerra è diventato un lavoro come un altro.

Ditemi perchè un popolo deve arrivare a uccidere per difendersi da chi è là per difendere.

Ditemi perchè sei uomini sono morti non facendo la guerra in un paese in guerra.

Ditemi se hanno trovato pace.

Ditemi se le loro famiglie sono in pace.

Ditemi dov’è la Pace.

Il sentiero

La strada che non presi

“Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei
Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
quasi simili
ed entrambe quella mattina erano lì uguali
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.”
Robert Frost

Una persona a me cara e preziosa mi ha letto questa poesia e io ne sono rimasta colpita per il significato profondo ed esistenziale che la caratterizza, oltre alla poesia che aleggia lieve e intensa.

Si, a volte percorriamo delle strade nel bosco ( o forse meglio dire Jungla?) della vita, e alcune di esse sono state battute da altri e noi seguiamo, rassicurati dalle tracce lasciati da chi le ha percorse prima di noi,  ci sono sentieri più impervi, difficili seppur battuti , e poi ci sono quelli inesplorati, poco percorsi, con strade da creare per lasciare traccia di qualcosa che si è percorso e inventato e sperimentato.

E questo fa la differenza.

E allora mi vengono in mente i percorsi italiani; quando i Leghisti hanno deciso che il Nord era da salvare e separare?Quando il sentiero della divisione è apparso ai loro occhi? E’ davvero una strada che si vuole percorrere nuova o quella già percorsa intrista di rivalse intolleranze e paura dell’altro? E ‘ quella dei nazionalisocialisti di triste memoria?

E quando i politici italiani hanno deciso di abbandonare il sentiero della coscienza sociale , della “polis” ( concetto che ho rubato e chiedo scusa ma mi piace molto…) intesa come comunità? Quando i soldi hanno preso il posto del sentiero dell’ideologia?

E quando gli italiani hanno deciso che era meglio andare lungo il sentiero dell’indifferenza, del” ci penseranno gli altri”, del “me ne frego!”( ooops questa forse era meglio non dirlo…), del “meglio a te che a me “, del “tanto non c’è niente da fare”?

E quando  cambieranno , se cambieranno sentiero?

Io me ne vado in sentieri non battuti, quelli in cui cerco di essere rispettosa degli altri, solidale con chi posso, patriottica, pronta a cercare di superare i miei limiti, se è possibile, usando testa e cuore contemporaneamente, e devo dire che se mi volto indietro non mi sento sola perchè vedo tra le fronde, atri che percorrono sentiere disagevoli, ma tenacemente…ci ritroveremo a valle insieme.

E questo farà la differenza.

Il sesso “debole”

La Presidenza del G8 italiana ha predisposto per oggi la giornata contro la violenza sulle donne, con tanto di conferenza annessa,  e io che , fino a prova contraria, femmina sono ovviamente non posso non parlarne( una volta tanto apprezzo il Governo per questa iniziativa che invita anche alla adesione seppur simbolica indossando oggi qualcosa di bianco).

C’è ancora nel mondo, e quando dico Mondo intendo veramente dappertutto includendo anche i paesi cd. “civili”, purtroppo ancora il fenomeno degli abusi e delle violenze sulle donne, perchè per quanto emancipate e indipendenti c’è e rimane la nostra debolezza davanti alle violenze fisiche e spesso psicologiche, se non sociali e culturali, che rappresentano ancora un ostacolo insormontabile al reale sviluppo della società intera.

Io non lo so se è retaggio di un istinto primordiale o animale che spinge l’uomo a considerare la donna un gradino, anche se piccolo, sotto di lui, ma fatto sta gli abusi ci sono e tanti e di svarita natura.

E permettetemi di azzardare che molto dell’omofobia di cui adesso sentiamo sempre più spesso parlare è figlia della concezione che si ha della femminilità che viene associata alla debolezza e quindi considerata una forma di inferiorità, perchè la delicatezza di certe evidenti e innegabili sensibilità del mondo gay, specie quello maschile,, non fosse altro per la grande prova  a cui sono sottoposti dal momento del coming out fino ai diritti  basilari difficoltosi o negati, che sviluppa la maturità emotiva,  da molti è tuttora considerato un “difetto” davanti all’uomo “che non deve chiedere mai”; di contro il mondo lesbo assume spesso caratteristiche virili che vengono più tollerate.

Il sesso debole non esiste in natura, è un’invenzione dell homo sapiens che divideva i ruoli nella società dimenticandosi che la vita non risparmia  fregature e prove di forze a nessuno, e che tutti fanno la loro parte nel cerchio della Vita ( e beccatevi la citazione Disney)

Cosa fare? Ricordarsi di rispettare e aiutare il prossimo, qualunque sesso abbia, e dato che l’argomento mi fa ancora indignare parecchio, essendo donna e credetemi, vivendo sulla pelle certe allusioni, dirette e non, al mio sesso debole, e dato che sono una signora e non mi piace trascendere ;-) vi rimando ad unvideo e una bella canzone ( a cui accederete cliccando la parolina in giallo alla fine della mia “filippica”)  che anche se è contro l’omofobia ha un bel testo, con un ritornello che è una di quelle parolacce che io dico e che adesso canticchio dentro quando mi difendo parlando la mia “debolezza”.

Tremate tremate, le streghe son tornate, bionde e ricce e inca…te.

fuck you

Il passato “non” è una terra straniera

L’Unità comportamentale di Quantico in Virginia, negli USA esiste da tanti anni, e si occupa del profilo prsicologico dei criminali per contribuire attraverso l’analisi della personalità sia alla loro cattura che alla scoperta delle motivazioni che portano a delinquere, anche in un ottica direi preventiva.

L’Unità e il loro metodo investigativo sono protagonisti di un telefilm che io seguo che si chiama “Criminal Minds” che mi piace non tanto nella cattura del cattivi di turno, quanto nell’analisi delle persone che mi affascina da sempre, specie se si analizzano i comportamenti negativi, i quali  dovrebbero avere una logica conseguenziale  nel vissuto e nel passato dell’individuo che ne determinano i comportamenti, quindi in teoria se uno perdesse la memoria non sarebbe la stessa persona( questo era il tema del telefilm che ho visto l’altra sera in cui un serial killer aveva perso la memoria ma dopo averla riacquistata si era pentito di quello che aveva fatto dicendo” Quello che ho fatto non l’ho fatto io ma un’altra persona…”).

Al di là del telefilm che è stato carino io mi sono fermata a pensare: ma noi siamo quello che abbiamo vissuto nel passato quindi esperienza, delusioni,apprendimenti, cultura, famiglia, ceto sociale e compagnia bella oppure dentro siamo esattamente quello che potremmo diventare?

Mi rendo conto che il tema sia di annosa questione ma applicato ai giorni nostri mi spaventa,perchè sono tempi senza morale e senza regole, non regole intese come forzature ma propuio di buon senso; faccio degli esempi:l’alcolismo giovanile è favorito dai tempi meno rigidi oppure ci sono ragazzi che comunque sarebbero portati all’eccesso, trasgredendo le regole? Alcuni di questi ragazzi potrebbero essere meno condizionati e quindi evitate tante dipendenze e conseguenti tragedie? Il fatto che ci siano genitori che oggi non educano i loro bambini al sacrificio ( il che è comprensibile ma comunque dannoso) favorisce la superficialità delle nuove generazioni oppure no? Se alcuni nostri politici avessero  patito, che ne so , la seconda guerra mondiale e la effettiva mancanza di tutto, libertà compresa, sarebbero politici migliori? E sei il Cavaliere che ci rappresenta al Governo fosse un figlio di operai sarebbe meno demagogo e champagnaro  e magari realmente più vicino ai reali problemi degli italiani, invece di pensare a querele inutili e sterili?E se Corona il fotografo fosse vissuto in una casa popolare avrebbe avuto più rispetto della vita altrui? E se i nostri rappresentanti della sinistra provenissero da una realtà diversa non ideologica ma anche e soprattutto di strada ( che adesso sonotutti fighetti e altolocati), capirebbero perchè hanno deluso i loro elettori?  E se gli italiani avessero creduto nell’Italia sin da Garibaldi, mi chiedo, le cose sarebbero state diverse?

La storia cambia i destini?

Non lo dico per la verità con nota polemica, credetemi, ma solo oggettivamente parlando, perchè anche io sono una che ha un vissuto che spesso la condiziona nei comportamenti, ma da un pò di tempo a questa parte ho capito che non è del tutto così..

La mia opinione è questa; credo che ognuno di noi abbia dentro di sè il germe di quello che sarà e lo sviluppo di questo germe è condizionato dalle circostanze ambientali e culturali che potrebbe accelerare o rallentare la realizzazione di sè, ma che in linea di massima siamo quello che siamo, non quello che diventiamo, e nella nostra assoluta unicità c’è la ricerca di una strada che dia equlibrio e serenità ma che prima o poi, se abbiamo questa consapevolezza ,troveremo. E quindi alcuni incontri e certe esperienze lasciano dentro di noi una traccia che ci porterà a trovare la nostra strada.Ritengo che ognuno di noi sia espressione non solo di quello che ha vissuto, ma solo di quello che ha vissuto e “approvato” dentro di sè, sia nel bene che nel male, a seconda di una serie di interpretazioni legati all’indole che abbiamo e le indoli sono due: o bianche o nere e non ci sono santi  ( la grigia come tonalità intermedia è solo una bianca o nera in evolzione) .

Le bianche capiscono le grigie, e le nere non amano le bianche : fine della storia.

Il passato non è una terra straniera ma è un punto di partenza, una tavolozza dove i colori ci sono tutti, sta a noi dipingere il quadro giusto e tra tanti tentativi arriverà il capolavoro, e se non arriva in questa vita, beh, c’è sempre un’altra dove finire il quadro.

Adesso, in questo momento storico, credo che ci sia una maggioranza di anime nere che si trova bene, che ha l’appoggio di tante anime grigie, nero chiaro e senza colore ( che esistono anche quelle senza colore pe-ri-co-lo-sis-si-me) e che prima o poi cadrà nello stesso baratro che si sta costriuendo perchè la differemza fondamentale tra quelle bianche e quelle nere è che le bianche sopravvivono sempre alle difficoltà perchè sanno che superarle rende migliori, quelle nere invece no…

Io mi sento circondata da tanta ipocrisia, da poca coscienza sociale, da tanta superficialità, da poco rispetto e tanta tanta cattiveria gratuita e temo spesso tempi peggiori per i miei bambini, ma non mi arrendo anzi benedico due cose: le difficoltà che mi permetteranno di combattere per le cose in cui credo, combattere sano e coerente,  e che attraverso queste difficoltà io sto incontrando tante anime come la mia… e mi sento meno sola e più forte.

Quindi alla fine, con un sorriso dico ” E meno male va che c’è Berlusconi, la crisi, la Lega, la questione ambientale, la A1H1, la malasanità di sinistra e schifezze varie, sennò come facevo a conoscere quelle belle testoline e anime bianche che ho la gioia di ospitare a casa mia e che mi fanno sentire in pace con le mie idee e per cui faccio cose che rendono la vita migliore?”

Almeno a qualcosa questo tempo bastardo è servito.

Videocrazy 4 settembre

Carissimi, dovete sapere che il trailer di questo film è stato censurato dalle reti televisivi per motivi intuibili ma non chiari.

E’ innegabile che il potere della televisione è enorme, perchè purtroppo orienta le opinioni di chi la guarda, considerato che diffonde ad un numero enorme di persone idee, opinioni e immagini che a lungo andare in un certo senso determinano il pensare delle persone.

Il film da cui è tratto questo trailer che è stato censurato ( e che parteciperà al Festival di Toronto) analizza le ragioni di una moralità e un etica che viene diffusa  attraverso la televisione e accettata passivamente purtroppo da una moltitudine di persone che dà valore a quello che vede senza senso critico; la televisione da strumento didattico dei primi anni cinquanta, a divulgatore di cultura degli anni sessanta, da box sperimentale degli anni settanta è degenerato, non solo in Italia, trasformandosi in un mondo a parte dove il vero è manipolato in ragione dell’audience e poi, in questi pericolosi anni novanta di cui abbiamo lo strascico in questo nuovo secolo, in un potente mezzo di trasformazione sociale verso un’umanità consumista, superficiale, volgare, senza scrupoli e “dominabile” se mi concedete il termine.

Se appari, allora sei.

Se fai audience allora piaci allora sei arrivato.

Se lo dice la televisione allora è vero.

Ma non è così.

Ricordiamocelo

DIECI DOMANDE

LE NOSTRE DIECI DOMANDE ALLE ISTITUZIONI ITALIANE:

1) Perché e come è morto Niki Aprile Gatti

2) Perché e come è morto Paolo Borsellino

3) Perché e come è morto Attilio Manca

4) Perché e come è morto Pier Paolo Pasolini

5) Perché e come è morto Aldo Bianzino

6) Perché e come è morto Marcello Lonzi

7) Perché e come è morto Manuel Eliantonio

8) Perché e come è morto Ihssane Fakhreddine

9) Perché e come è morto Gianluca Di Mauro

10) Chi e Perché ha lasciato morire i ragazzi della Casa dello Studente all’Aquila

Diritto alla rete
BLUABLOG
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PREMI PER NOI

Premio Graficamania

Ho ricevuto questo premio da una nuova e carissima Amica, Rita millecolori, che ha apprezzato il posto dove io con le mie parole e Gianni con le sue grafiche originali e intense e le sue musiche (che ringrazio particolarmente per la sua pazienza a sopportare le mie idee ), cerchiamo di rendere piacevole per regalare un sorriso, una riflessione, un ricordo, una storia, qualche idea e tanta voglia di condividere un pò delle cose che ci frullano per la testa e per l’anima, facendo capolino per il cuore.

premio stella

Ringraziamo Stella del suo premio che in una parola nasconde mille significati, perchè dire grazie vuol dire condividere, apprezzare, stimare, regalare perchè si è ricevuto qualcosa, donare una parola per ricambiare un gesto, un 'emozione, un sorriso.
Grazie a te Stella, per passare da qui lasciando la tua scia.

premio solidale

Grazie a Stella per il suo affetto e per averci donato parte di sè con questo premio, che è importante come la sua presenza tra di noi. GRAZIE!!!

Grazie per il premio che ci ha dato Stella , prezioso come la sua amicizia.

Premio sviluppo della mente

Grazie a Stella per il premio che ha dedicato a GIANNI per la sua creatività e sensibilità nel trasformare in immagini emozioni.

Grazie per il premio, che contiene il mondo creativo che è in tutti noi.

Premio Blog brillante

Grazie a Stella per il premio vitaminico
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