Archivio di luglio 2009
Chiuso per ferie
Carissimi navigatori che passerete da queste parti, amici che venite a casa della piccola signora tutta ricci, politica, cuore e sentimento, vi comunico che il blog chiude per ferie per 15gg.
Vado al mare
Vado a respirare.
Vado al sole, alla spiaggia e al cielo dello Ionio.
Ma vado per tornare…
A presto.
Policuorica
Io amo le parole, sia lette che parlate, amo il loro suono, il loro utilizzo e il loro significato.
Amo il modo di scriverle, amo il modo in cui si concatenano e mi piace quando sento e imparo nuove parole.
E poi sono affascinata dalle parole , dalla lora magia, dalle emozioni che evocano, dalle immagini che costruiscono e dai mondi che scoprono.
E mi piace dare un nome a tutte le cose, una specie di sindrome da Paradiso Terrestre, nel senso che mi piace dare una definizione a quello che mi circonda, per identificarlo, descriverlo, sentirlo.
Mi sono inventata un modo di definire allora le persone multiformi in amore per la vita, generosi e appassionati in amore anzi in tanti amori, fedelissimi nell’infedeltà, pronti donarsi interamente dando tutto ( e quando dico tutto dico TUTTO) a chi scelgono e tengono comunque distinte mente, principi, onestà , fede politica e religiosa.
Insomma per dire un Belusconiano che ama alla follia una di Rifondazione comunista, o un’ebrea che si strugge d’amore per un naziskin, o un leghista innamorato di un viados, o un prete di una suora, o una donna che ama perdutamente due uomini ( viceversa è un pò difficile eheheheheh)…la parola è “policuorico”
Il tipo policuorico è una persona con tanti cuori, non uno e grande e diviso, ma tanti che dona interamente e senza indugi a chi ama, mettendoci sempre la stessa intensità e disponibilità, e usa anche una parte di questi cuori per amare la vita, l’impegno sociale, la politica, la filosofia, un film, una quadro, una musica e anche le persone.
Certo questo vuol dire anche soffrire per esempio per questa Italia allo sbando, per gli adolescenti che si ubriacano, per le discriminazioni razziali, per la giustizia che non funzione con tanto di “lodo” al fazzoletto per ricordarcelo, per la libertà di essere liberi rispettando la libertà altrui, per la rabbia dei poveri e la presunzione dei ricchi, per le lotte di classe classiste, per la guerra in Asia che ammazza i nostri ragazzi e quelli americani e che cavoli! che guerra è????, insomma ce n’è da piangere, per la violenza alle donne, per l’abbandono dei cani che poi sbranano bambini, per le mamme che come Medea uccidono i loro figli, per tutti i dolori del mondo.
Si, forse sarà più fragile nella sua disponibiltà e probabilmente molti useranno questa sua debolezza appassionata e lo deluderanno e lo sfrutteranno e lo bruceranno e butteranno uno dei suoi cuori, e il cuore si spezzerà mille e mille volte ma mille e mille volte poi cucirà le ferite e sarà pronto a crederci ancora.
Tanti cuori, tante lacrime, tanto sangue e arena, ma tanto Amore per tutte le cose da amare.
Insomma data la definizione di policuorico, vediamo se può essere una lettera degna del Devoto-Oli e la possiamo introdurre nel vocabolario, sperando così di creare magari una associazione di policuorici, meglio magari di un Partito , e chissà che alle elezioni prossime e venture non si possa acchiappare l’8%.
Deeto questo la policuorica saluta con un inchino vezzoso e se ne va
Prigioni da liberare: una lettera ad Alfano per amore di verità
Faccio mio l’appello di Daniele rockpoeta e dell’ Incarcerato e vi propongo di far girare questa lettera per sollecitare un’ispezione in un carcere dove le morti da accertare di detenuti anche in attesa di giudizio sonoun numero allarmante e preoccupante.
Perchè se è vero come è vero che siamo gli eredi di Beccaria allora non ci fa onore che avvengano cose di questo genere, senza controllo e violenza nella violenza.
Nel carcere ci sono persone, prima di tutto, certo che hanno sbagliato, che sono diverse da noi, che hanno altre regole, altra etica, altro modo di essere, ma sono persone e come tali bisogna trattarle.
E poi nessuno di noi può erigersi a giudice e sentirsi migliore solo perchè fuori da certe prigioni.
Certo io sono per il rispetto della legge, ma anche per il rispetto della persona sennò non ci sarebbe anima che ci distingue; poi sono convinta di una cosa: violenza genera violenza, odio genera odio, rancore genera rancore…forse un pò di comprensione, di umanità potrebbe essere meglio di una qualsiasi pena.
Ecco di seguito la email da mandare al Ministro Alfano
Oggetto: ISPEZIONE CARCERE DI SOLLICCIANO –FI-
Al Ministro della Giustizia
On. Angelino Alfano
E per conoscenza:
Onorevole Ministro della Salute, del lavoro e delle politiche sociali, Onorevole Ministro dell’ambiente e della tutela del Territorio, Onorevole Ministro Delle Pari Opportunità.
Onorevole Ministro Angelino Alfano,
chi le scrive è un cittadino italiano che non può rimanere inerme di fronte alle notizie allarmanti diffuse sulla Casa Circondariale di Sollicciano (Firenze).
Nell’arco di poco più di un mese sono morti piu’ di tre detenuti, ma questi che Le elenco sono “da accertare”:
24/04/2009 IHSSANE FAKHEDINE DI ANNI 30 CAUSA “DA ACCERTARE” 11/06/2009 ANNA NUVOLONI DI ANNI 40 CAUSA “DA ACCERTARE” 07/07/2009 DETENUTA DI PISA DI 27 ANNI CAUSA “DA ACCERTARE”
A queste terrificanti notizie mi preme aggiungere e sottolineare il caso di Niki Aprile Gatti , morto il 24 giugno 2008 sempre nel carcere di Sollicciano in circostanze sospette e tutte da chiarire.
Niki Aprile Gatti era incensurato ed era in CUSTODIA CAUTELARE!
La madre Gemini Ornella, nel tentativo di fare chiarezza, ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano(pregandolo di attenzionare Lei), è aperto presso il Tribunale di Firenze un procedimento di opposizione all’Archiviazione per “suicidio” ed inoltre è stata inoltrata un’ Interrogazione Parlamentare, i cui dati vengono di seguito riportati.
Seduta di annuncio:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01301
Dati di presentazione dell’atto Legislatura:
Seduta di annuncio N.162 del 20/04/2009
Firmatari
Primo firmatario:
CONCIA ANNAPAOLA
Gruppo:PARTITO DEMOCRATICO
Datafirma: 20/04/2009
Commissione assegnataria: IICOMMISSIONE(GIUSTIZIA)
Destinatari
Ministero destinatario:MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/04/2009
Stato iter:
IN CORSO
Si può tacere di fronte alla morte di un ragazzo? Si può tacere davanti a morti classificate “da accertare”?
Onorevole Ministro,
nessuno ha risposto! Anche Lei non ha risposto all’interrogazione Parlamentare! Le Istituzioni tacciono … e il silenzio,a distanza di un anno,comincia ad essere eloquente!
Le chiedo formalmente di ricercare le responsabilità e chiarire le tante incongruenze divenute dolorose per famiglie che attendono la Verità!
La situazione di Sollicciano ,oltre all’anomalia delle morti da accertare, le quali si ripetono ciclicamente, è grave anche per la capienza tollerata, perché è stata abbondantemente superata, costringendo i ristretti a condizioni di vita in cui i diritti umani fondamentali vengono ignorati.
Al sovraffollamento si accompagnano altre carenze che non sono degne di un Paese civile. (ricordiamo la frase di K. Popper “Il grado di civilta’ di un Paese si misura dalle condizioni delle sue carceri” )
Ritengo,pertanto, necessario dover sottoporre nuovamente e con rinnovata urgenza, alla Sua attenzione, il caso di questo giovane Niki Aprile Gatti (è ormai trascorso piu’ di un anno per la sua famiglia…),augurandomi che Lei voglia prendere in considerazione con la tempestività che indubbiamente merita, questa incresciosa situazione.
A seguito di queste considerazioni, che sono certo da Lei condivise, Le chiedo quindi di intraprendere con urgenza tutte le iniziative necessarie affinché il nostro paese possa così colmare il ritardo che lo sta caratterizzando nell’accertamento della verità e nell’applicazione della giustizia.
Le chiedo di intervenire innanzitutto a tutela della garanzia dei “diritti delle persone” che si trovano nelle nostre carceri, ed in particolare date le estreme condizioni in cui verte, Sollicciano, del personale che vi opera, e per sollecitare azioni efficaci rispetto alle tante criticità presenti. In riferimento alle notizie sul carcere di Sollicciano, Le chiedo, con urgenza, una specifica ispezione per verificare le condizioni dei detenuti che, solo per il fatto di essere ristretti,non cessano di essere prima di tutto “esseri umani” e in quanto tali portatori di diritti umani!
Compito di questa Ispezione che Le chiedo, non è avvalorare o smentire una tesi, ma stabilire la Verità.
Voglio ricordare quello che disse l’Onorevole Sandro Pertini, che in galera passò lunghi anni:
-“ Ricordatevi quando avete a che fare con un detenuto, che molte volte avete davanti una persona migliore di quanto non lo siete voi.”
Confidando nell’accoglimento di questa mia richiesta, resto in attesa di un Suo cortese riscontro.
Con deferenti cordiali saluti e ossequi.
(nome e cognome)
Di seguito vi pubblico il link dell’incarcerato dove trovate l’indirizzo del Ministro dove inviare la mail; tenete presente che non è un collegamento diretto ma copiate e incollate e poi cercatelo , lo sapete che sono terribilmente imbranata nelle cose tecniche! ehehehhe
http://incarcerato.blogspot.com/2009/07/lettera-al-ministro-alfano-per-il.html
Cerchiamo di fare qualcosa di utile per rendere questo paere civile anche nella sua severità, per renderlo vivibile come tutti noi sappiamo che possa essere.
Grazie a tutti per l’attenzione.
Orchi Sputa sentenze, firme magiche e Grilli per la testa
Settimana intensa di avvenimenti questa,piena di cose da dire che si rincorno della mia testolina riccia e bionda, ma dato che questo è il paese dei Balocchi, mi piace raccontarla come una favola, che forse lo trovo il lieto fine…
C’era una volta, nel Paese dei Balocchi bellocci, un Tribunale, anzi tanti tribunali, uno diverso dall’altro,fatto di orchi, creature notoriamente eque e sagge, che giudicavano i cattivi e i monelli, e nella specie un monello soldato del Re, che per fatalità o forse perchè aveva preso sul serio il lavoro di giustiziere santo e giusto della foresta, mirando con la freccia aveva ucciso il menestrello del villaggio, prendendolo per uno di queli villici ribelli che usavano bastoni invece delle parole. L’accusa lo accusò pesantemente, i testimoni lo accusarono pesantemente, i giudici lo hanno giudicato lievemente: togliere la vita a chi la vita la amava è stato errore di eccesso di zelo imprudente…e il soldato del Re, invece che pentito disse che le sue frecce avrebbero scoccato ancora per il Paese dei balocchi…Non credo che scorderò gli occhi della mammma e del papà del menestrello.
C’era una volta nel Paese dei Balocchi il Re, che doveva occuparsi di un editto redatto dal suo Gran Consigliere Cavaliere dell’odine delle Giarrettiera, un editto che si occupava di un nuovo esercito di villici pronti a controllare territorio, usi e costumi del villaggio e che regolamentava l’ingresso di nuovi abitanti che venivano dalle zone interne e desolate e povere e massacrate e pericolose e violente e che regolamentava il tutto cacciandoli o mettendoli alla gogna. Il Re aveva delle perplessità, ma il Cosigliere disse “Firma qua” e lui lo vece et viola! La legge è fatta, urrà! Ma era una firma magica in realtà, una firma che nelle notti di luna piena scompariva, vergognandosi anch’essa di essere là a dare potere su quelle pagine… E il Re non dormì notti tranquille, nonostante la lettera di disapprovazione all’operato del Gran Cosiglio ( che non si sa mai; almeno il giudizio storico sarà forse clemente…)
C’era una volta nel Paese dei Balocchi un Grillo parlante, con tante idee in testa, con la voglia di cambiare il villaggio, che voleva allearsi al gruppo dei misti( preti, rivoluzionari, ecologisti e quaraquaqua) e voleva, con regole nuove, rendere il villaggio un posto migliore, perchè anche se era un Grillo privilegiato, comunicativo e sistemato, ancora credeva che con il suo frinire la luna diventasse più romantica. Tanti gli ostacoli che si posesro davanti, tante le cicale e i mosconi a giudicarlo , tanti gli scarafaggi a tramare nel buio, ma il Grillo testardo persevera e canta , canta per chi lo ascolterà…
C’era una volta nel Paese dei balocchi una Piccola Signora che sapendo queste cose si faceva delle idee, quelle che voleva portare avanti, e si incazzava con il Re, e si indignava per gli orchi giudici, e che ascoltava attenta il Grillo, e poi lottava per il fine mese e i soldi-pochi-, con il cuore incantato dalla poesia del suo Cavaliere, con gli occhi dei suoi figli per i quali voleva un villaggio migliore ( e secondo lei si poteva ancora avere…) sempre nei suoi occhi, con la vita che non è una favola, e con il caldo torrido di un mondo che stava andando a rotoli.
Ma oggi è il suo onomastico, il nome di un santo che era un Difensore e lei, difendendo il suo ottimismo dai mostri delle favole che la circondano, sorridendo con garbo e grinta continua a credere nelle favole.
E visse felice e contenta ( forse)
Il dovere nei diritti
Conversavo con un caro amico ieri sera sui diritti e i doveri e sulla loro concezione, specie adesso in cui sono sbandierati a destra e a sinistra.Riflettevo che sono parte di una stessa medaglia quella della nostta coscienza e il nostro confrontarsi con l’esterno.
Io ho un sacco di doveri: di madre, di donna, di moglie, di figlia…il dovere di essere una buona madre sia nell’educazione sia nell’esempio ( spero giusto..), il dovere di non trascurare le mie pulsioni ed emozioni di donna, il dovere di equilibrio nell’essere moglie, il dovere paziente e riconoscente di figlia.
Ma ho anche il diritto di essere rispettata come persona e come individuo della società e quindi facente parte della comunità.
Il mio dovere allora qual’è? Condiderare il diritto degli altri e un dovere rispettarlo?
Fare il mio dovere e avere il diritto di esercitarlo?E quando il mio diritto si scontra con il mio dovere?
Pensavo alla legge sui blogger: io vorrei che ci fosse la liberà di potersi espirmere e ho il dovere di farlo con rispetto degli altri, anche se dissonante con il mio…ma questo è un diritto? Se io offendo e sono offesa dove si scontra i mio diritto alla difesa con il dovere di rispetto e valutazione del diritto dell’altro di esprimersi?
E ancora dovere è uguale a sacrificio e diritto è uguale a prepotenza? Esiste poi una flessibilità nei diritto e nei doveri o sono valori assoluti?
E non contiamo la parte egoitica della faccenda; se faccio il mio dovere poi posso pretendere di esercitare il diritto ad ottenere soddisfazione?
Se il mioo dovere è avere anche cura dei diritti altri esiste un tornaconto?
Mamma mia….peggio di Amleto e il suo marcio in Danimarca!
E poi l’onestà dove si colloca in questo discorso?
Sono piuttosto confusa ( il che a volte è normale tra ricci e capricci biondi che ho
) ma sono convinta che in democrazia è importante sapere che ci sono dei diritti da far valere a fronte del dovere di renderli attuabili, ma qual’è il confine del mio con quello dell’altro?
E poi , sapete, i sentimenti…beh quelli poi complicano le cose a volte, dato che non hanno doveri nè diritti ma sono fruziioni spontanee, talvolta incontrollabili, verso chi si ama senza regole , nè do ut des, nè diritti sulla persona amata nè doveri verso chi si ama se non quello di esserci, comunque…
Vabbè va, lunedì di quelli che pensando pensando mi perdo un pò, ma ne ho il diritto?
Voci al megafono e sussurri di parole
Carissimi, visitando il blog di Stoney, mi sono imbattuta in questa inziativa a cui aderisco, perchè credo sia giusto, considerando il tenore della questione .Una delle cose che ritengo preziose e da proteggere è la libertà di opinione nella rete, che io paragono sempre ad una piazza, dove ci si incontra e si racconta, ci si scambiano opinioni, anche rabbie e paure, e seppure scappa una parola in più lo si fa per confrontarsi, per sfogarsi e poi terapeuticamente calmarsi.
Non poter esprimere, prendendosene tutte le responsabilità, la propria idea non mi sembra cosa buona e giusta.
Vorrei anche sottolineare che grazie a Dio esistono delle leggi che ovviamente riguardano abusi e soprusi legati all’uso che si fa del mezzo di informazione come il mondo dei w.w.w., e che sono severe e restrittive; non vedo come inserire questo dovere di rettifica in una opinione espressa libera e liberamente criticabile.
Il dovere di ognuno di noi sta nel rispetto delle opinioni altrui: questo ci dà il diritto di essere liberi.
Detto questo, decidete voi se è il caso di farci un pensierino con il megafono ovviamente.
Piccolo aggiornamento del mio diario del giro di boa dei quasi 40 anni: ci sono giornate in cui penso di non meritare lo sguardo di chi voglio bene( e che mi vuole bene), sempre con la paura di non essere adeguata alle aspettative e poi mi rendo conto che non ci sono aspettative in chi si vuole bene veramente.Uno accetta l’altro tout court, strada facendo e non sentendosi meno o più di chi ha di fronte. Dovremmo ricordarci che essere semplicemente se stessi può piacere ad un paio di occhi in cui ci si può perdere….e cavoli, quel naufragar è dooooooooolce in quel mare!!
Per favore , tra una protesta e l’altra, ricordatevi di guardare l’altro senza le lenti del” come ti vorrei”, o del “non sono abbastanza”, ma dicendo ” sei quello che sei”
Semplicemente sei
Morti e vivi(?)
Oggi è una giornata di funerali e di sentenze.
Due funerali: uno di Stato, qui, in Italia, uno di spettacolo, lì, a Los Angeles
Una la sentenza: Federico Aldobrandi ha avuto giustizia ( forse, o almeno al primo round del tribunale)
Il funerale italiano è quello a Viareggio: errore umano o fatalità o tutte due, non si sa ancora, fatto sta che bruciano ancora le ferite di quella notte, di quell’infame gas che non ha avuto pietà di nessuno.
Il funerale oltreoceano è del grande Peter Pan multicolore : Michael Jackson
La sentenza riguarda un diciottenne preso per drogato, fermato, e “maltrattato” senza un vero motivo dalle Forze dell’ (dis) ordine; condannati i tre poliziotti e una donna per eccesso colposo a tre anni e più di reclusione ( che secondo me non si faranno ma è una mia teoria…).
Mia opinione personale su tutti questi lieti avvenimenti di estate 2009: non mi piaccioni i funerali di stato con tante marionette incravattate rappresentati di uno Stato che non ha niente a che vedere con il dolore in questa disgrazia, e non mi piace la spettacolarizzazione e la speculazione su un avvenimento terribile come la morte per una tragedia.
Io come familiare avrei preferito la forma privata in un avvenimento dolorosissimo in cui lo Stato deve solo operare con le sue leggi a che giustizia sia fatta e che non accada più: poi il morto e il suo vuoto me lo piango senza confusione…ma mi sa che poi qui l’importante sia dare soddisfazione agli italiani che vogliono sapere e vedere le facce dei sopravvissuti, o parlare delle faccie contrite del Presidente Napolitano, o delle autorità, e magari ci scappa pure qualche commento sulla chiesa e l’omelia; io sono per la dignità di un dolore che sordo, rimarrà e a lungo e non per l’uso mediatico di una tragedia.
Sono daccordo invece al funerale di Jacko in diretta su Italiauno a partire dalle 19: lui la sua anima l’ha resa pubblica con il suo talento ed è giusto che chi lo amato possa salutarlo e poi sarà un funerale con tanta musica, quella per cui, con tutte le sue cotraddizioni, viveva..
Una preghiera in più ci sarà per la morte ripercorsa di Federico e per i tutori dell’ordine che mi sa che a volte non mettono ordine tra l’umanità e la divisa.
Questi i miei pensieri oggi, ma ho anche un pensiero per chi vive e mi legge passando passando: per favore, se uscite stamattina o siete a casa, ricordatevi di dire una parola buona e affettuosa e magari abbracciate qualcuno, che fa bene al cuore e chissà ci fa sentire meno soli, anche davanti ad un funerale…perchè dico queste cose banali e ovvie e magari retoriche? Perchè mi sento viva e ho capito che vivere vuol dire anche non trascurare una delle cose più importanti che abbiamo ancora:
il cuore.
La coscienza sociale della donna
Un paio di chiacchierate con un mio caro amico blogger mi hanno fatto riflettere sul mio essere blogger: che voglio dire? a chi lo voglio dire e soprattutto perchè lo voglio dire?
Come sapete, voi (pochi ma buoni ehehehe) che mi leggete io racconto di me per poi arrivare a tutti, una sorta di applicazione della teoria di Platone che parte dalla minuscola per arrivare alla maiuscola, e nel corso di questo anno mi sono messa a chiacchierare di femminismo, di amore, di sensi, di maschi e femmine, di rapporti umani, di musica e danza e anche qualche volta di sopravvivenza emotiva in generale.
Adesso sono pronta a cambiare, vorrei utilizzare questo mio spazio, seppur ridotto per dire e fare qualcosa di utile, e non solamente di gradevole, vorrei mettere a disposizione questo spazio per la comunità non solo per essere presente come persona, ma anche con una coscienza sociale e personale nello steso tempo.
E allora comincio con me stessa e le donne
Confrontandomi con persone nuove conosciute ad un matrimonio , per esempio, mi sono accorta che se una donna parla di politica è vista ancora come un mezzo fenomeno da baraccone, o se parla come un uomo viene presa per passionale e facile, e se si mette a tu per tu con chiunque con un sorriso e una battuta, beh, lì sembra che leggano solo disponibilità e disinibizione, e soprattutto se parla tanto ( purtroppo come me) le definizione va da eccesso di ormoni in circolazione o sindrome dell’oca da Campidoglio, con tanto di meraviglia se dice cose logiche, intelligenti e contestualizzate, brillantemente vivacizzate con battute di spirito .
E vabbè che io sono una rompipalle chiacchierona prezzemolina, che mi piace la competizione verbale, che mi piace capire la politica e farmene un’opinione, che sono una sentimentale ma cauta, che sono una enfatica dell’avventura della vita e della sua capacità di soprendere fino all’ultimo, che sono eccessiva e radicale,ma mediatrice e garbata nell’esprimere il mio terrorismo di principio, che non mi piace litigare ma discutere e tanto, ma a me che le donne debbano stare zitte non mi piace.
E non mi piace che alla fine vengano relegate a quelle come la Pia del Purgatorio, solo premurose e affettuose anche se forse è la cosa migliore che ci viene da fare.
E non mi piace che se parliamo d’amore e lo facciamo con amore siamo considerate delle ossessive predratrici sentimentali e se facciamo solo sesso per piacere allora siamo degenerate.
E non mi piace che si dice che siamo noi che permettiamo il nostro mercificare il corpo per far rispettare il cervello, che peraltro non viene considerato ma relegato a ruoli minori, rispetto al “resto”
E non mi piace che se alziamo la voce siamo isteriche e se non la alziamo siamo gatte morte
E non mi piace che noi donne ci critichiamo come iene
E non mi piace il conflitto tra i due sessi, ma mi piacerebbe l’armonia della diversità
Conclusione: ho deciso che da oggi difenderò la mia coscienza sociale di donna nella politica, nel sesso, nell’amore appassionato e sincero per i miei amori, la mia tenerezza innata e la mia parte dolce troppe volte mortificata per difendermi, e cercherò di usare questa mia casetta per accogliere amici e amiche che tra una barzellatta, una storia di amore e un bicchierino in compagnia abbiano voglia di parlare con una donna di fottuto futuro infame di questa vita, sempre sorridendo se possibile.


