Archivio di aprile 2009
Come uccidere la quotidianità prima che lei uccida noi
Pensavo…ci sono giornate tutte uguali, piatte, monocolore.
Giornate che non passano mai e che passano senza ricordi
Giornate in cui le ore vanno tutte in una direzione.
Giornate asciutte, rigide, determinate, cadenzate.
Giornate in cui il grigio è il colore predominante, anche se c’è un Sole che illumina il resto di te.
Io le ho vissute queste giornate , pensando che fosse giusto non deviare il corso della vita, perchè così si è reponsabili, ragionevoli, umili giusti, misurati.Non erano giornate senza sorrisi, intendiamoci, ma erano sorrisi dolci, tranquilli, miti, pacati seppur luminosi.
E sti cavoli!
Una mattina mi sono svegliata e ho dichiarato guerra alla quotidianità e l’ho fatto per due motivi:prima di tutto perchè quando meno te lo aspetti ti capita un’emergenza, una casino, una botta di sfortuna, e quindi devi essere flessibile e cambiare la tua vita che ha delle regole e farne di nuove, adeguandole alla nuova situazione il meno dolorosamente possibile e poi, per secondo, perchè stavo morendo dentro, perchè la quotidianità ti uccide piano piano, avvelenandoti ogni giorno un poco e avvelenando chi ti sta intorno .
E allora ho cominciato a scrivere , a contattare gente e fare nuove amicizie,bellissime!, a ballare la mattina con il mio mp3( mi dondolo anche per strada…che incosciente!), a fare sogni che poi tento di realizzare, a infervorarmi per la politica, a incazzarmi per le ingiustizie, a far valere le mie ragioni anche davanti a chi mi guarda come un’aliena, a costruirmi delle ragioni e delle opinioni e una coscienza sociale, ho aperto le dighe della mia emotività per rischiare anche il giudizio degli altri (ecchisenefrega!), ho cominciato a ridere di cuore, a piangere con l’anima, a correre solo per il gusto di correre, a rendere leggere le cose pesanti, senza sottovalutarle, ma anche credere che l’impossibile è possibile: basta solo cambiare la prospettiva.
Mica sono diventata una delinquente., oh, che pensate! Sono sempre educata, gentile, e tollerante, ma ho gli occhi che mi brillano di più quando parlo.
Certo la via della disintossicazione dal veleno del giorno-per-giorno è lunga e difficile e a volte mi rintano e tendo a chiudere le porte del cielo, ma succede sempre più di rado.
In conclusione, uccidiamo la nostra quotidianità, credendo che ogni giorno sia diverso, anche se sembra tutto uguale ; sta a noi renderlo speciale a tutte le età del nostro cammino.
Insomma, la cara Rossella O’Hara aveva ragione ” Domani è ( sempre) un altro giorno!” E io che pensavo che fosse solo un film….
E allora fatevi dedicare una cosa speciale per rendere un giorno speciale dalla vostra amica monella, gentile , poco cretina ( credo) :a Daniele dono le ali che ha invisibili, a Domenico due occhi che lo comprendano quando sono nei suoi, a Filippo una nave per arrivare alla sua isola, a Sergio una stanza con un caminetto acceso e caldo in compagnia, a Stoney( se passa) un amore così graaaande( da leggere con la canzone sotto e cantandola), a Rita ( se passa) un cavallo e un arcobaleno da attraversare, a Fabrizio ( se passa) una moto che possa arrivare oltre l’orizzonte, a Marco ( se passa) un Partito Libero, una bandiera multicolore e una assistente che gli sorrida sempre, a Digito( se passa) un tesoro in una cassa di pirati e un castello per i suoi affetti, e a Lucio …beh a Lucio una macchina del tempo e una stella, e a Gianni un pennello e una tavolozza per dipingere l’iniverso che ha dentro.
Se ho dimenticato qualcuno,( e sicuramente l’ho dimenticato) venghino signori venghino, che la Piccola Giullare ha sempre qualcosa di speciale per all the world!!
Come uccidere la quitidianità, prima che uccida noi? Con la fantasia, un pò di ottimismo e tanta, ma tanta, ma tanta follia di vivere.
Vorrei essere cretina
Pensavo, poco fa, che effettivamente ci sono un sacco di vantaggi ad essere cretini, sciocchi, superficiali e stupidini.
1) Non ti rendi conto di quello che sei quindi sei sicuro di te
2) Le tempeste della vita ti travolgono, ma poi in realtà ti sconvolgono poco
3) La gente seppure si accorga della tua “leggerezza” si intenerisce e sopporta
4) Sei utile alla società in quanto manipolabile e quindi vieni aiutato anche da chi è più intelligente di te ( qui confesso che un pò disfruttamento c’è ma tanto nessuno se ne accorgerebbe, men che meno lo sfruttato)
5)Se poi ti senti usato, non ti arrabbi, che tanto alla fine ti perdi in qualche altra cosa che ritieni più importante che la tua dignità sociale ed individuale
6) Di natura mansueta, puoi diventare anche una carogna, ma in buona sostanza sei perdonato perchè” incapace ” di capire a fondo le tue azioni e quindi senza piena coscienza ergo giustificabile mentre l’intelligente sceglie ed è imperdonabile
7) Se sei ricco poi, sei contornato da chi pensa per te e quindi chi soffre anche per te, di conseguenza soffri poco in generale.
8)Non sei considerato pericoloso e quindi puoi andare dappertutto, essere accettato da tutti e amato anche da tutti, sarà per lo sguardo innocente che hai?
9) Dato che per la maggior parte delle persone sei tu la maggioranza , sei tollerato e nessuno si prende la briga di impedire che tu faccia delle ca…te pazzesche, che poi tanto Tutto finisce a tarallucci e vino e tu neanche te ne accorgi
10) fanno un film si di te , caro il mio Forest Gump, e tutti credono che ingenuo vuol dire stupido e spesso è sinonimo di fortuna mentre in genere l’intelligente è sempre sfortunato, o si suicida, o è matto, ed è sempre infelice nei film.
Readatto questo decalogo, ho deciso che almeno una volta al mese faccio la cretina, chissà mi sento meglio, meno inquieta, e meno ansiosa di capire me, gli altri, il mondo e chissà che forse mi merito un pò di Paradiso anche io.
Ah, dimentivaco, non è che io mi senta intelligentissima, ma almeno le tabelline me le ricordo, so la differenza tra l’elefante indiano e quello africano, so chi è Garibaldi, so chi ha scritto la Divina Commedia o la Sinfonia del Destino e penso, mannaggia a me , penso tanto!
Terremoto dentro e fuori
Sono giorni in cui la Terra ha tremato e davanti a Lei e alla sua forza siamo impotenti.
GiornI di dolore, di rabbia, di solidarietà , di miracoli, di miserie, di storie e di commozione, di teatrino mediale e di duro lavoro , di recriminazioni politiche e di aiuto concreto; insomma sono giorni di umana umanità.
Ieri sera, però una frase della poetessa Alda Merini mi ha fatto riflettere; ha detto che i terremoti sono anche quelli di dentro, quelli dell’anima, non meno dolorosi e non meno devastanti.
Cavoli! Mi sono detta , ha ragione, ha perfettamente ragione!
Ci sono emozioni, incontri, esperienze che sono dei veri terremoti interni: una violenza carnale o una in età infantile, una infanzia ai margini,la ricchezza spropositata e i suoi falsi valori, un’ ideale da seguire, una fede che si scopre, un figlio, una morte improvvisa o una morte lenta di chi ti è caro, il manicomio…e le passioni?
Mi sono chiesta: la passione, quella che brucia, quella che non ti dà tempo nel tempo, quella che ti prende e ti sconquassa gli equilibri, quella che ti parte dalla pancia e che scorre nelle vene, quella che ti accellera il battito del cuore, quella per una pelle sconosciuta, per l’arte che ti morde dentro, quella per la vita da ricorrere e vivere a qualunque costo, è un terremoto?
La passione è sempre devastante, distruttiva imprevedibile e breve come un terremoto?
Io credo che la passione sia come guidare una Ferrari potente, veloce, rumorosa, appassionate ma da tenere sotto controllo nelle curve sennò si prende il primo palo e addio.
…ma sul rettilineo correre fino a diventare tutt’uno con il paesaggio, i colori e il vento con il cuore che va all’unisono con il motore…..
Si , la passione può essere un terremoto:imprevedibile, breve, devastante ma non sempre distruttiva..il palazzo può dondolare ma rimanere in piedi, con qualche crepa si, ma forte perchè non è crollato
Detto questo vado, la mia Ferrari mi aspetta impaziente sotto casa.
E romba forte.
Ballo quindi sono
Mi piace spesso pensare alle persone e associarle ad un ballo o ad una musica.
C’è chi mi sembra una tarantella, chi un valzer lento e triste, oppure una samba incontrollata o un merenghe dondolante, c’è chi mi sembra una sinfonia, chi una musica dodecafonica ( e brutta) chi un blues romantico, o uno swing elegante; chi mi sembra un pezzo rock duro e ritmato, chi una nostalgica bossanova, chi una marcetta allegra e determinata: insomma siamo tutti un gran concerto.
E allora mi sono divertita ad associare una musica a chi conosco, compreso chi mi legge.
Daniele è un blues dolcissimo ma pieno di verità , fatto con il basso che da ritmo e battito.
Domenico una bossanova prima ritmata poi lenta.
Rita Millecolori un brano un brano di swing alla Glen Miller.
I nostri politici una tarantella, di quelle in cui si balla e ci si scambia di ruolo ma sempre gli stessi danzano.
La chiesa di oggi a volte una musica gotica e cupa( ed è un peccato) a volte un coro di voci bianche.
La televisione un concerto di musica moderna pieno di dissonanze poco armoniose: inascoltabile per me.
Stoney Rock puro, duro ma dolce ( alla Who)
L’america e Obama mi sembrano un inno nazionale che esalta e dà coraggio.
Il calcio italiano una samba incasinata e ricca di colori, forse troppo ricca…
Filippo un notturno dolce e malinconico
Marco( schiavioliberi) la marcia dell’Aida ( ma a volte si mischia il “Va pensiero “, sempre di Verdi)
Lucio, beh Lucio è un concerto intero, in cui l’orchestra suona e fonde la musica con l’armonia di dentro o una musica da avanspettacolo briosa e allegra o il requiem di Verdi ( a seconda delle giornate)
Gianni è la una musica che si compone di note dure e note dolci alternate come quella di Bacharach
Ho un paio di amiche carissime che sono la mia musica personale che dà la carica, tipo la dance degli anni 70 e che sopportano la mia vita e i miei racconti, ma una, che è come il Bolero di Ravel, è sempre con me.
I miei figli sono tutte le musiche del mondo
Digito è una salsa incasinata ma calda e viva.
Manca qualcuno?…chi ho dimenticato? Ah , io…beh ditemelo voi!! ehehehehehe
Congratulazioni, Ragazzi!
Mi piace di più la nuova grafia. Più ampia e chiara e più leggibile per i miei vecchi occhi stanchi.
Ma ancora gli amici di sempre, le belle emozioni, i caldi sorrisi.
Eccomi.
Datemi tempo per impratichirmi dei pulsanti… e ci sono anch’io!

