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Archivio di gennaio 2009

Il fiume in piena

Ci sono persone, come me, che hanno la sindrome da “fiume in piena”, e cioè un ‘irruenza innata in tema di  di sentimenti e una tale portata di informazioni, emozioni e parole, da rompere gli argini e quindi distruggere dove invece si  voleva costruire.

Molto probabilmente dipende dal DNA che contiene i geni dello straripamento emotivo, della eccessiva compenetrazione nella vita degli altri, nella ricerca che appare ossessiva ma in realtà vuole essere solo costante, di esser presente con l’intento di essere di sostegno, non certo di invadere, ma solo di essere lì se occorre, di fare in modo che l’altro non si senta mai solo, di fare in modo che si sappia che almeno una persona, in questa schifezza di mondo, c’è e pensa a te, e ti ritiene speciale e degno di cure.

Si nasce soli e si muore soli, ma a me piace pensare che almeno nel tempo che rimane immezzo si è in compagnia e  io sono di compagnia.

Tutto questo comportamento poi, viene spesso interpretato come un vuoto della persona che si mette a disposizione e che vuole riempire le sue ansie, le sua paure, le sue insicurezze, la sua solitudine, e quindi visto con tanta diffidenza e cautela, come se ci fosse la fregatura sotto,  ma non è così: è che uno nasce più pieno dell’altro, nasce con tanto da condividere, nasce con la gioia di dividersi per gli altri, nasce con un surplus di empatia, con una ricchezza che vuole distribuire per trarne tanta gioia e tanta,  ma tanta consolazione, per fare come le formiche…scorta per l’inverno  dei problemi, dei dolori e degli abbandoni e delle morti.

Non c’è presunzione in questo, nè voglia di protagonismo o di egocentrismo, nè si cerca l’esclusiva sulla vita degli altri, nè tantomeno si vuole essere al centro del mondo; del resto le persone che sono un fiume in piena, amano esser stesse le alluvioni delle emozioni degli altri, e ne sono liete e credono anche che il turbinio delle correnti delle sensazioni, i mulinelli delle attenzioni appassionate e i detriti in corsa dei consigli e delle discussioni, siamo il bello della vita che scorre tra gli argini.

Ma il mondo va avanti da solo.

Gli amici vanno avanti anche da soli.

Gli amori, poi, beh, quelli volano e non vogliono e  non hanno bisogno di catene, anche se sono catene di nuvole e cuore.

E allora il mio fiume che scorre va, verso il mare, veloce, da solo… comunque sorridendo alle rive.

Facebook si, Facebook no

A me non piace Facebook: comincio il discorso con questa affermazione di assoluta controtendenza in un mondo reale che impazzisce per questa piazza virtuale.

Mi sono iscritta perchè un paio di amici carissimi, tra cui uno di oltre confine che adoro, mi ha invitata e allora l’ho fatto ( a me piace sperimentare sempre), ma devo dire non mi entusiasma assolutamente; certo all’inizio mi piaceva l’idea di essere rintraccciata ( come è successo) da amici persi di vista anche 20 anni fa( ammazza come mi sento vecchia!!) e se mi mandano orsetti, cuoricini baci e caffè, beh, la mia indole affettuosa è contenta, ma per il resto…mah…la cosa mi lascia indifferente.

Non sono tipo da botta e risposta, essendo prolissa di natura ( e chi mi legge lo sa) , non sono comica da freddura ( le battute mi piacciono luuunghe) non riesco ad interagire con i gruppi che si formano ( colpa della mia innata “virtù” polemica, seppur spesso sorridente), non mi piace l’idea che si sbrici nelle mie chiacchiere con amici ( non per paura dei giudizi, ma per rispetto anche di chi mi scrive perchè a volte dalle parole scritte nascono fraintendimenti, se non si impara a conoscersi meglio), non sono per le mega comitive ma per pochi ma buoni, e poi, cosa fondamentale, a me gli amici virtuali mi piace trasformarli in amici veri e per fare questo una faccia su un libro non basta.

Non riesco a usare questo mezzo  e le sue forme di scrittura, tra l’altro, perchè non consente effettivamente , secondo me, di capire una persona e il suo carattere  e quindi non permette una valutazione serena della sua compatibilità con il proprio carattere, regola  fondamentale per far nascere un rapporto( o affinità o consanguineità di spiriti).

Sono affezionata ai blog  e ai forum dove vado perchè dopo un anno quasi di “frequentazione” dei loro mondi, spesso simili ai miei, mi sono resa conto che  sono delle belle  persone, con le quali  ho stabilito contatti via email prima e telefonici poi, con alcuni aspetto che me ne diano l’opportunità, e sono affezionata a tutti, anche se in maniera diversa, sperando sempre che da un momento all’altro ci si veda e si costruisca qualcosa di concreto.

Certo, le mie parole sono sempre concrete, nel senso che quello chescrivo( ah, benedetta empatia!!!) sono sempre lo specchio di quello che penso, ma aspetto sempre che l’altro mi permetta di rendere questa mia vocazione verbale in una voce sottile con il forte accento barese che si confronti con le vostre, per ascoltare il timbro delle vostre risate e quello, più basso ,dei vostri pensieri malinconici; il tutto per farvi sapere che qui, nella bassa Italia, se chiamate c’è chi vi risponderà, sempre.

Ovviamente non ho assolutamente niente contro chi ama questo mezzo di comunicazione, e ci mancherebbe altro!, ma dato che se ne parla come una nuova frontiera della comunicazione, io volevo solo dire che la vera frontiera da superare è quella del pc, nel senso che , una volta conosciuti, una volta scelti, il passo successivo dovrebbe essere la conoscenza della persona con altri mezzi perchè niente vale un abbraccio vero, un sorriso vero, un gorgoglio di risate vero, uno sguardo complice vero, insomma un amico ( nuovo) vero.

La vera comunicazione, secondo me,  sta nel creare legami non solo attraverso questo meraviglioso mondo orrizontale e parallelo dove tra simili ci si incontra ( e ci si scontra) , ma trasformare questo legame telematico in una sorta di anticipazione di quello che sarà, in forma telefonica prima e personale poi, una bella e costruttiva anicizia, che potrebbe anche finire, come accade spesso, ma che per quel pezzo di vita percorso insieme è stata importante, divertente, spumeggiante e affettuosa.

Mi piace l’idea che tra 40 anni , io 80enne , e spero non totalmente rimbambita, possa far vedere a mia nipote le  vecchie foto di una festa dove, uno per uno, posso indicare l’amico e l’amica  di Bologna, quello di Lugano, quello di Napoli, di Torino, di Genova e di tutta l’italia che, abbracciati, con me festeggiano la fortuna di essersi incontrati e piaciuti e voluti  pure( e tanto) bene e spero  che nei miei occhi si possa ancora vedere quella luce di gioia per questi amici “speciali”.

Sono troppo romantica? Troppo demodè? O troppo normale?

…Oddio, vuoi vedere che chi mi legge crea un gruppo su Facebook del tipo “Alessia l’ha sparata grossa: chissà cosa si fuma?”

Il camaleonte

Il camaleonte si sa, è un animale che cambia il colore della sua pelle a seconda dell’ambiente in cui si stabilisce, e questo gli salva la vita essendo un’ottima piccola preda indifesa, non essendo munita di artigli o fauci.
Anch’esso è un predatore e usa la lingua appiccicosa e lunghissima per catturare piccoi insetti di cui è ghiotto.
Ha anche gli occhi che si muovono in tutte le direzioni e questo gli consente di avere tutto sotto controllo.Fa una vita abbastanza tranquilla senza grandi scossoni e si accontenta di quello che la Foresta gli fornisce.

Bene, credo che il buon senso suggerisce che tra tanti atteggiamenti animali che possiamo adottare questo sia il migliore: la mimemtizzazione nelle cose degli altri, senza un vero colore proprio quindi senza il dover scegliere nè esporsi, il controllo con dell’ambiente stesso con intuito  guardando bene tutto per  creare rapporti con le persone ma tenendo d’occhio anche l’obbiettivo che si può raggiungere con le parole anche non dirette ma a distanza( come le lingua lunga  e appiccicosa del camaleonte), una vita fatta di cose tranquille che scorrono tranquille alla larga dalle passioni e dai guai della Jungla della vita.

Mannaggia però, io che sono una che ha l’atteggiamento del cane pastore( una specie di miscuglio tra Rin Tin Tin e Lassie) e quindi fedele a chi ama veramente, coccolone, a  sangue caldo, testardo, bisognoso di attenzioni, devoto, affettuoso, ringhiante e ululante  per difendere territorio e padroni e scodinzolante….mi sa che ho sbagliato animale!!

E come faccio adesso?

Spine e orchidee

Carissimi, ho da farvi un annuncio: io e Gianni abbiamo deciso di trasferirci  ogni tanto in  una piccola  villetta in riva al mare, da dove chiacchierare in libertà, magari arricchendola con discussioni più o meno serie, più o meno allegre, insomma come in un salotto dove ci si incontra ogni tanto per scambiarsi due parole e per fermarsi un arrimo mentre si guardano le onde della vita.

Un piccolo Forum insomma, nel quale ci farebbe piacere ospitarvi: c’è la biblioteca dove prendere libri, segnalarne alcuni che si desiderano e magari commentarli, c’è la sezione delle foto, della musica, dei sorrisi, della politica di tutti i giorni e anche del buon senso ( merce rara di questi tempi)  e l’idea che abbiamo è quella che ognuno di noi possa essere libero di parlare a magari di renderlo un posticino gradevole con proposte e idee, anche se non si può frequentarlo assiduamente ( compatibilmente con la vita che ci corre intorno).

Tra l’altro possiamo anche fare in modo di segnalare nel forum, se volete, anche casa vostra con una piccola icona rappresentativa, per allargare il giro della comitiva , se vi va, considerato, e lo dico sinceramete, che ogni posto vostro è un posto da cui si esce sempre più ricchi ( e lo sapete che io dico la verità perchè ve vojo bbene!!).

A  me piace l’idea di un posto dove noi tutti e magari qualche nuovo acquisto possa avere una depandance dove raccontare un’altra parte di sè, aprendo un dibattito che come al solito, nel rispetto del dialogo e del confronto, possa esserci utile e dilettevole nello stesso tempo, che la vita l’è dura!!

Ricapitolando, vi lascio il link di questa piccola casetta per le vacanze in cui vi ospiteremo con la solita cordialità, in cui è riservata per tutti voi una stanza speciale e che tra un bicchiere di birra, un flute di prosecco, caffè, sigarette tartine, torta al cioccolato e biscotti al burro, beh, ci si incontri/scontri tra amici:

www.spineorchidee.altervista.org/home/index.php

Vi aspettiamo!

Il colore del dolore è rosso

In questi giorni, dopo le feste passate più o meno serenamente, mi sono fermata un attimo ad ascoltare fuori e dentro di me.

Tanto per cominciare già a Santo Stefano i bombardamenti sulla striscia di Gaza mi hanno turbato e addolorato alquanto; probabilmente è l’età e la consapevolezza del valore della pace, che più si diventa grandi e più  si apprezzano le cose più semplici, o forse la certezza che la guerra non è mai fatta solo di sentimenti umani ( o disumani) ma anche per interessi materiali come soldi, affari, potere economico e varie schifezze simili e che a pagare non sono mai i generali ma i soldati semplici ( specie se bambini).

Poi la politica italiana: lo scandalo a Napoli, le bustarelle, gli appalti e poi le parole dei politici, sempre demagogiche mai concrete, mai dirette, mai semplici ma sempre fumo negli occhi,  e poi la crisi tra partito ed eletti del partito,le intercettazioni e le indiscrezioni intercettate,  poi gli aerei che non decollano come la loro compagnia,  poi le morti assurde a Capodanno o le violenze del branco alle feste, ma l’elenco potrebbe allungarsi.

Mai una buona notizia. un “Yes, we can!” che ci dia conforto, mai una “Dai, Italiani brava gente, siamo meglio di quello che sembriamo!!” o un “E’ fatta! le bombe hanno fatto cilecca in tutto il mondo, colpa di un hacker che ha bruciato i programmi!”, oppure “Il Papa tra la gente: amatevi e moltiplicatevi se siete etero, sennò, fa niente, amatevi comunque,  Dio, vi ama lo stesso!”, oppure “Scoperta la cura per il Cancro: due pillole, meno stress e passa tutto!” o magari ” Nasce la macchina ad acqua: tranquilli ci si muove senza inquinare e senza più problemi di carburante!”….invece no.

Se aggiungi all’esterno la malinconia che ognuno di noi vive con se stesso, perchè gli manca qualcosa, qualcuno, perchè vorrebbe essere diverso e vorrebbe spiccare il volo, perchè fa un lavoro che non è il massimo,perchè mancano i soldi,  che ha messo da parte i sogni per i conti, che magari la mattina proprio non si vuole alzare, che si guarda intorno e non vede la luce in fondo al tunnel, che si sente solo, incompreso magari,  beh allora bussa la porta il dolore e ti incazzi: ti incazzi per quello che non puoi fare, o dire, o impedire, o ottenere, o vedere,o realizzare e non solo sognare,  o baciare o amare perdutamente amare, e vedi rosso.

E il colore del dolore è rosso.

Profondo rosso.

La befana vien di notte….

Stanotte è la notte della Befana.

Io e i miei bambini lasceremo uno spuntino per lei che affannata, stanotte, passerà in tutte le case.

Qui da noi si narra che tutti gli animali parleranno con lei per raccontare le loro esperienze selvagge e domestiche

Io ho un barboncino e mi sono immaginata cosa direbbe di me (che sono il suo capobranco) e della mia famiglia, del suo mondo e della sua casa:

” Cara Befana, ho 11 anni e devo dire che tutto sommato, vivo una vita abbastanza serena.Anche quest’anno la mia mamma non mi ha trovato la fidanzata, perchè mi vuole evitare i dolori dell’amore, ma non sa che questo a volte mi lascia incompleto…Però tutte le sue carezze valgono la volpina del terzo piano che mi attizza assai! Mi piace quando gioco con la piccola cucciola di casa, anche se quando mi veste mi innervosisco un pò. Non amo uscire, e grazie ai miei padroni le passeggiate sono brevi e, come dire, “inadaffarate” per la mia personale liberazione, preferisco il divano da dove osservo il mio mondo.Se sono contento corro ancora per tuttala casa e salto dappertutto ( bene o male le gambe mi reggono ancora).Mangio bene e sano, anche se la mia mamma mi vizia con qualche dolcetto sotto banco e i latticini che adoooro. Non vedo molto bene ma ci sento ancora benissimo, specie se si tratta dei movimenti silenziosi del lavaportoni, che odio!!Una cosa sola ti chiedo, cara Befana, fa che rimanga il più a lungo possibile su questa Terra,  devo proteggere quello sguardo grande grande della mia mamma quando siamo soli e mi guarda;  io lo so che sono il suo confidente che sa , sempre, cosa il suo cuore porta dentro: i dolori, le gioie immense e anche le preoccupazioni, allora fammi campare ancora tanto, perchè io, da  sola, non la posso  proprio lasciare…”

Cari amici, con questo piccolo racconto vi auguro una buona Epifania, rinascita dopo queste sante feste per affrontare questo Santo anno, possibilmente ancora insieme.

DIECI DOMANDE

LE NOSTRE DIECI DOMANDE ALLE ISTITUZIONI ITALIANE:

1) Perché e come è morto Niki Aprile Gatti

2) Perché e come è morto Paolo Borsellino

3) Perché e come è morto Attilio Manca

4) Perché e come è morto Pier Paolo Pasolini

5) Perché e come è morto Aldo Bianzino

6) Perché e come è morto Marcello Lonzi

7) Perché e come è morto Manuel Eliantonio

8) Perché e come è morto Ihssane Fakhreddine

9) Perché e come è morto Gianluca Di Mauro

10) Chi e Perché ha lasciato morire i ragazzi della Casa dello Studente all’Aquila

Diritto alla rete
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PREMI PER NOI

Premio Graficamania

Ho ricevuto questo premio da una nuova e carissima Amica, Rita millecolori, che ha apprezzato il posto dove io con le mie parole e Gianni con le sue grafiche originali e intense e le sue musiche (che ringrazio particolarmente per la sua pazienza a sopportare le mie idee ), cerchiamo di rendere piacevole per regalare un sorriso, una riflessione, un ricordo, una storia, qualche idea e tanta voglia di condividere un pò delle cose che ci frullano per la testa e per l’anima, facendo capolino per il cuore.

premio stella

Ringraziamo Stella del suo premio che in una parola nasconde mille significati, perchè dire grazie vuol dire condividere, apprezzare, stimare, regalare perchè si è ricevuto qualcosa, donare una parola per ricambiare un gesto, un 'emozione, un sorriso.
Grazie a te Stella, per passare da qui lasciando la tua scia.

premio solidale

Grazie a Stella per il suo affetto e per averci donato parte di sè con questo premio, che è importante come la sua presenza tra di noi. GRAZIE!!!

Grazie per il premio che ci ha dato Stella , prezioso come la sua amicizia.

Premio sviluppo della mente

Grazie a Stella per il premio che ha dedicato a GIANNI per la sua creatività e sensibilità nel trasformare in immagini emozioni.

Grazie per il premio, che contiene il mondo creativo che è in tutti noi.

Premio Blog brillante

Grazie a Stella per il premio vitaminico
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