Archivio di novembre 2008
Buon riso fa buon sangue
Fa freddo qui nella bassa Italia.
Di colpo è arrivato il freddo freddo gelido e cattivello, e si è portato nuvole, umidità, vento e un pò di tristezza.
E allora considerato che io sono ridanciana di natura, ironica e autoironica ( appena appena ehehehe), portata al sorriso anche nelle peggiori occasioni, ho voglia di ridere per contrastare ’sto freddo che porta tristezza.
Sento proprio il bisogno di una sonora risata.
…di quelle che ti scoppiano dentro, che si riversano tintinnanti e contagiose agli altri, di quelle che scappi al bagno ed esci ancora con i singhiozzi, di quelle che dagli occhi si capisce che sono sincere, di quelle che danno la mano e pacche sulle spalle, di quelle che non finiscono subito e che ti porti in giro durante la giornata, di quelle che ti lasciano la serenità dentro.
Ho pensato dunque fare una richiesta precisa a chiunque passi da questa parti: è obbligatorio raccontare una barzelletta ( anche un pò osè con tutti i “bip” strategici, tanto siamo tra adulti…o no?’nzomma, forse io poco ! eheheheh), o un episodio divertente da condividere, o un racconto divertente, o una freddura: sono ammesse tutte le forme di commedia, purchè si rida finalmente.
Che non se ne può più della recessione, dei processi alle stragi domestiche, alle commissioni vigilate e occupate, allo scarica barile della politica ( che almeno nei barili ci fosse buon vino!), insomma voglio ridere per non piangere e lamentarmi e allora lo chiedo a voi e comincio con una piccola sciocchezza che a me fa moooolto moooolto ridere e che è una chicca di uno dei nostri amici ( indovinate di chi è?):
“..Dov’è Biancaneve?
Ho contato i sette nani…sono sei!!!”
Bene adesso sotto a chi tocca!
L’anima non ha sesso
Avevo vogli di parlare a modo mio della discriminazione che si fa dell’amore anche tra persone delle stesso sesso ( ma che assurdità differenziare!L’amore è amore sempre, componenti carnali comprese) e l’ho fatto come faccio di solito, in rima.
L’anima non ha sesso, non è maschio, nè femmina , nè così così:
è libera, sentimentale, non è luogo comune, nè no nè sì.
Se poi si innamora , lo fa di chi le fa nascere sospiri e ormoni in tempesta
cerca di scappare a volte, ma poi cede, concede e resta.
legata a doppio filo a chi non la fa più sentire unica e sola;
a chi , attraverso un corpo qualsiasi, la guarda e il cuore va in gola
e attraverso un corpo qualsiasi, prende , si lancia e vola!!!
L’anima è buona, cattiva empatica o egoista
può essere amara,dolce cinica sofisticata o altruista
bastarda, fragile, deviata, insomma infinita
ma mai sessualmente definitivamente definita.
Noi siamo contenitori di un pezzo di divino umano, ma eterno
mezzo paradiso, mezzo purgatorio e intorno l’inferno
ma capaci di emozione e movimento, che conta alla fine
qualunque sia corpo, sesso, occhi senza cortine
per vivere questo pezzo di vita fino alla prossima puntata
fino a quando l’anima, in questo corpo, rimane parcheggiata
concessa regalata e conquistata…
L’importante è averla.. o averla data
Cantando sotto la pioggia
Se piove tutto è grigio: grigio il tempo, grigia la luce, grige le strade, grigio l’umore.
Se piove, facilmente la nostra malinconia si accentua, vengono in mente storie tristi, l’umidità ci mette freddo alle ossa e penetra dentro, e senti quei doloretti alle cicatrici che ti portano ricordi non molto piacevoli.
Se piove tutto diventa più complicato: guidare con prudenza, il tergicristallo che distrae, l’ombrello che non ti ripara mai del tutto ( poi se è vento e pioggia si rompe pure: non li fanno più gli ombrelli di una volta!), la spesa bagnata e non fortunata, il lavoro e i ritardi per il traffico, gli occhiali che si appannano, come le finestre rigate di gocce.
Se piove i rumori sono ovattati e lontani, l’odore di ozono ( l’ossigeno arricchito dall’elettricità del temporale) e di terra bagnata copre il resto dei fumi della nostra vita quotidiana, tutto è uniforme, fermo, uggioso,quasi palloso direi, induce a pensare e fare spesso bilanci, pare che il tempo si sia presa una pausa per capire e meditare.
Ma ci sono giorni in cui si canta sotto la pioggia.
Giorni in cui il grigio è bianco sporco solamente e il sole espande la sua luce nel bianco delle nuvole e quindi è luminoso, in cui se ti bagni e hai i capelli fradici ridi di come diventi e, come i cani, ti scrolli l’acqua di dosso e corri, in cui il ritmo dei tergicristalli dà voce ai battiti del tuo cuore ed è musica, in cui se l’ombrello si rompe beh, chissenefrega si aggiusterà e poi l’uomo non si scioglie in acqua!, in cui le gocce che cadono dal cielo non ricordano lacrime, ma portano acqua alle piante e si benedice per il fiore che verrà, in cui sorridi per niente e la gioia scaccia malinconie inutili( elucubrazioni sterili sul brutto della vita) e ridi per due battutacce stupide dette da un carissimo amico ( più di un amico), in cui mediti di conquistare la Luna oltre le nuvole e ci riesci pure!, in cui se piove che Dio la manda non è sempre per il Governo Ladro ma anche perchè “facciamo finta che tutto va ben tutto va ben”( e canti pure la canzone…),in cui senti che l’elettricità dell’aria piovosa potrà salvare l’Italia fannullona e comunista ( o fannullona e leghista o fannullona e centrista o fannullona e pressapochista o fannullona e basta) tu non fai la fannullona, in cui i rumori attutiti dalla pioggia ti portano in un posto dove puoi essere finalmente serena, equilibrata saggia e combattiva mentre ascolti con l’mp3 in un solo orecchio una musica che ti scalda il cuore, in cui l’ossigeno arricchito ti inebria e ti senti brilla tutto il giorno e spandi l’aura positiva a tutti i malcapitati vicini a te…
Ci sono giorni in cui piove e hai il sole dentro e spesso ha un nome.
E canti.
Chi si unisce al coro stamattina?
Dire, fare , baciare.

Penso spesso alle cose che facevo da ragazza, quando i pensieri erano solo pensieri e la maggiore preoccupazione, oltre al compito in classe, era parlare di ragazzi o dell’ultimo film di Travolta( ve l’ho detto che me piasce Travolta? Beh adesso lo sapete)…vabbè io anche da piccola parlavo di libri e poesia e venivo spesso consultata come la Sibilla Cumana per problemi erotico sentimentali ( oh, io avevo letto a 15 anni”Paura di volare ” e “L’ amante di Lady Chatterley” , oltre una serie infinita di Harmony e fotoromanzi, quindi ero ferrata in materia, mica cotiche!)
Dicevo dei ricordi…del gioco “dire, fare , baciare” che era il momento clou della festa a casa: con il giradischi sulla tavolo infondo alla stanza svuotata di tutto tranne che di divano e sedie alla parete e le luci montate dall’amico che si improvvisava dj, dopo aver mangiato il classico sanwiches al tonno o al prosciutto crudo ( rigorosamente fatti da mamma e da me che imburravo) annaffiato da una classica CocaCola e le prime birre clandestine, prima dei lenti di rigore che si aspettavano come manna dal cielo( “adesso mi viene a prendere…è tutta la sera che lo guardo , oh, e lui pure, sennò faccio la sfacciata e glielo chiedo io”…. e lui che forse pensava la stessa cosa) insomma prima si giocava un pò, per animare la serata e creare qualche feeling.
Il gioco permetteva un di dire quello che non si aveva mai avuto il coraggio di dire, fare quello che si temeva di fare e finalmente baciare quello che si desiderava baciare che poi significava dire alla migliore amica di volerle bene o al’antipatico/a che se la tirava troppo, dare un ceffone o un pizzico a chi dava sui nervi ( e che soddisfazione!!) o una carezza carica di promesse a chi ci faceva sognare e poi finalmente baciare ( il o la prescelta era obbligato/a a “subire” le labbra altrui) l’oggetto dei nostri desideri più oscuri e appassionati cioè adolescenziali.
Che belle serate! Te ne tornavi a casa con 1000 cose da dire , 15 da fare e un paio da sognare
Pensavo allora che adesso io voglio di nuovo fare quel gioco.
Dire: prometto di dire invece di stare zitta, non per gridare le mie ragioni ma almeno non tenerle dentro, perchè troppo sono stata zitta e ho sopportato e reso normali le cose anormali e mi riferisco a malasanità, mal vicinato, mala politica, mali amici e mali amori,mal vicinato e maledetta la mia paura di non dire per non fare male, uffa!!.
Fare: voglio essere utile in qualche modo a che le cose vadano meglio per non dire e basta ,e lamentarmi e basta , e quindi ho deciso che farò volontariato, saluterò la gente con un sorriso, ascolterò di più chi ha bisogno di essere ascoltato, non mi lamenterò di Berlusconi ma semmai farò qualcosa per dimostrare che sono un pò meglio di lui-anche più alta forse…- ( vale anche per Veltroni e tutta la comitiva del piffero rosso ), leggerò di più e vedro meno tv, e magari faccio pure qualche bella figura davanti a San Pietro davanti al cancello del Paradiso ( che non me lo merito il Paradiso? Ceerto, sono nata in Italia, basta questo!!) e mi perdona qualche peccatuccio piiiiiccolo piiiiiccolo piiiiccolo.
Baciare: seee e mo dovrei dire chi vorrei baciare? A parte il dr House ( Hugh Laurie) ma quella è fantascienza , i miei bambini, ma questa è una dolce realtà, il mio batboncino, ma quello glielo devo per amore devoto che mi dà, scommetto che vorreste sapere chi bacerei appassionatamente, lungamente, maliziosamente, con corpo e mente, senza pensare a niente che non siano quelle labbra desiderate fortemente?
Ve lo dico adesso ? Ve lo dico adesso? Ve lo dico dopo.
Allora vi piace questo gioco?
Se rinasco
Che strani tempi viviamo!
Tra il crollo delle borse oltre oceano che hanno creato un “oceano ” di debiti qui, le “gaffe” del nostro capo del governo( Obama abbronzato? Io pensavo fosse olivastro di carnagione….eheheeh), la sindrome della terza settimana ( che se ci arrivi poi la quarta ti fermi e vai a rubare), i precari oramai ordinari, l’isola dei Famosi e le corna dei famosi, la posta che ci fa il passaporto, Saviano che se ne vuole andare per vivere, i telegiornali che sono diventati un teleromanzo d’appendice ad episodi( e sceneggiati pure male), la fuga di capitali e la fuga dei soldi dei capitali e la fuga dei soldi dalla Capitale, i parlamentari che giocano ad acchiapperella e a mela avvelenata, il Congo e l’Iran e lAfghanistan e Casal dei Principi dove si gioca a Risiko e noi che guardiamo lo spettacolo( che se facciamo sciopero o occupiano le università o ci lamentiamo da Santoro o a Chi l’ha visto o Forum o a Piazza Navona o al bar ci danno pure mazzate ) senza popcorn che mi sa che pure quelli non ci possiamo permettere..beh io il pensierino della reincarnazione l’ho fatto
Tre le opzioni: o rinasco maschio o donna ma senza cervello o mosca.
Maschio perche? Prima di tutto perchè sono avantaggiato dalla società in generale, qualsiasi minchiata dica o faccia: posso essere sgarbato perchè autorizzato e tollerato a dire parolacce, posso fondare un partito ed avere la corte di altri maschi coalizzati con me, posso sparare e fare le rivoluzioni e non essere violentato, posso andare al bar con gli amici e tirare tardi la sera,posso solo essere concentrato sulla carriera senza lavare i piatti, posso evitare di cambiare i pannolini al bambino se non mi va, posso andare allo stadio e farmi la canna, posso essere “capito” se sto stressato e se ho il raffreddore posso tornare a casa e mettermi nel letto, posso fondare un giornale senza essere giudicato per i miei principi ballerini, posso fare il porno divo e e non essere chiamato peccatore, posso parlare d’amore e non praticarlo, posso essere prete e parlare con Dio e come lui benedire e non essere costretto a portare il velo, insomma posso diventare presidente degli USA senza dare scalpore perchè porto la gonna…e posso essere libero di essere me stesso, tanto poi mi perdonano tutto.
Perchè donna senza cervello? Perchè amata e tollerata e diventare persino ministro o first Lady per le mie “capacità”, sopportata se dico o faccio minchiate, mai giudicata per come mi vesto o se ho le crisi di pianto, essere picciosa ed essere consolata, peccare ed essere perdonata perchè “non lo faccio apposta”, sbattere gli occhi e fare pure bella figura, andare a fare shopping e tutti contenti per quello che compro almeno sono contenta e non rompo, chiamare 790 volte il compagno per decidere il colore delle tapparelle ed essere ascoltata…insomma come vivere felici e far felici chi ti sta intorno senza colpo ferire, tanto poi sono carina e mi perdonano tutto.
Perchè mosca? Beh, tanto per cominciare sarei sulla terra da miloni di anni senza evoluzioni genetiche perchè perfetta e poi mi nutrirei degli scarti senza problemi di coscienza, anzi sono pure utile all’equilibrio della natura, vivrei dalle 6 alle 18 settimane senza l’ansia di vivere, mi accopperei anche in volo( altro che Kamasutra dei bipedi!!) e avrei un sacco di figli indipendenti dalla nascita, volerei libera per poi morire sbattendo su una luce che almeno un momento mi avrebbe abbagliato e reso felice , oppure morirei uccisa da un uomo ( ma prima mi deve prendere : sai che bella la battaglia per un motivo sacrosanto come la sopravvivenza e poi.. l’adrenalina!!).Certo potrei pure essere mangiata da un pipistrello o da una rondine, ma mi sembrerebbe una fine romantica e utile, come le eroine dei romanzi di Cappa e Spada.
Insomma se rinasco cambio pelle e cuore e siete tutti invitati al mio battesimo.
I cocci
Quante volte si è parlato di trovare dentro di sè la forza di andare avanti: di superare un dolore, la difficoltà economica e sociale, i pregiudizi..Si scava dentro e si trova la Speranza di continuare a lottare per un ‘idea, dopo la morte di un caro, per un principio, un amore, per la propria salute, per combattere comunque una terribile malattia, per un amico, i figli..per andare avanti e tirare il carro, pesante, che la vita ti fa guidare.
Quante volte si è parlato di energia interiore, che ha bisogno di uscire e che ognuno di noi ha potenzialmente: quell’energia che ti fa alzare la mattina e ti spinge a guardare il sole, anche se è nascosto tra le nuvole, tanto al massimo ci si bagna un pò.
Quante volte si è parlato di scoperta di un fuoco che dentro scalda e incendia e che divampa, che da dentro fa da combustibile per bruciare tappe, passioni, ostacoli, e che con la sua forza e le fiamme e il calore ci fa prendere di petto tutte le situazione, e che non c’è acqua che lo spenga perchè arde di suo nell’anima.
Quante volte si è parlato di Fede che sostiene o di fiducia in tempi migliori perchè c’ è sempre peggio e quindi esaltiamo il bello che abbiamo dentro, cavoli, dopotutto siamo bella gente!!.
Quante volte.
Ma se si rompe qualcosa dentro tutto si frantuma in 1000 piccoli cocci: i cocci del cuore spezzato, i cocci delle parole male interpretate che spezzano il suddetto cuore, i cocci delle speranze mal riposte, i cocci del posto segreto violato e sputtanato, i cocci di occhi che non ti guardano più come prima, i cocci di quello che intorno non ti sembra più uguale, i cocci di urla represse e fallimenti che adesso sono forti e fanno male, insomma tanti taglienti, asimmetrici, terribili cocci.
E allora vai avanti per inerzia, grande principio fisico che parla di spinta iniziale che dà movimento e che in assenza di attriti è costante; solo che gli attriti ci sono sempre e prima o poi ci si fermerà.
..e niente potrà impedirlo stavolta.
LA SCHIUMA DEL MARE
Ci sono cose che ti invecchiano in un momento
Che scatenano la furia degli anni dentro e fuori.
Prima vivi , respiri, pensi, sorridi ..poi a tradimento
Arriva la mazzata e addio colori!
Basta un segreto violato
Un giudizio sul tuo dire vivere o creare,
un superficiale “Sai, gliel’ho mostrato
perché è bello da guardare”
di cose preziose che avevi affidato,
oppure un semplice sguardo inopportuno,
una notizia di morte che ti sfiora,
svegliarti e ricordarti che non sei nessuno
guardare i sogni buttati fino ad ora,
un fallimento di quelli mostruosamente gravi,
un affetto che diventa difettoso,
l’impotenza di afferrare quello che speravi,
e tutto allora scoppia spaventoso.
Allora che si fa? Si accelera e si muore?
Ci si incazza con l’oggetto scatenante?
Ci si lascia andare con furore
E si prendono a calci le illusioni, tutte quante?
No
Io lo so
Si diventa come la schiuma sullo scoglio che si infrange:
e si piange.

