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Archivio di ottobre 2008

Chioccia si nasce

E’ di oggi la notizia che hanno scoperto il gene della chioccia cioè quell’istinto che naturalmente induce a certe donne ( e pochi uomini) di preoccuparsi di amici, amiche,  vicini di casa, figli amici dei figli,  mariti e  amanti di tutte le età.

Non è eccesso di preoccupazioni, o il classico ” Mettiti la maglia di lana”, ma è quell’istinto che ti fa chiedere se va tutto bene come prima intercalare nel saluto, che si preoccupa della delusione sentimentale dell’amico/a, che fa trovare un piatto caldo se fa freddo o un the e biscotti al cioccolato per le confidenze, il dare notizie di sè a chi si vuole bene perchè si presuppone la preoccupazione dell’altro, si sorride per un successo che ti raccontano, si interviene se un estraneo è in difficoltà ( anche se non è molto raccomandabile) : insomma un istinto protettivo non aggressivo come quello dei felini, ma chiacchierone e a volte disordinato come quello del volatile a cui si riferisce ma comunque finalizzato alla protezione del “pulcino” di turno.

E non è la falsa attenzione di persone distratte che non ascoltano realmente l’altro, pur essendo presenti,  o lo fanno per vantarsi del bene in cui si operano, ma quelle  premura e cura di persone che disinteressatamente sono realmente attente ai bisogni dell’altro che sia un silenzio, un abbraccio, un messaggio, una carezza, e a volte lo fanno anche senza avere grazie anzi la condizione essenziale è proprio la mancanza di reciprocità.

Beh, se non si era capito, io mi sento molto chioccia, ma mi sa che spesso non sia apprezzato ( non che me ne crucci più di tanto…) perchè viviamo in tempi in cui la parola d’ordine sia “ecchisenefrega” o “chi te lo fa fare?”.

Io ho scoperto oggi che chi me lo fa fare è un gene, ma non solo nel cervello,anche quello della vocina di dentro che mi dice di tendere la mano, perchè c’è sempre quancuno che ne ha bisogno, e se me la mordono, pazienza, qualcuno me la curerà;  se diventassimo tutti un pò chioccie vivremmo un mondo migliore e i falchi sarebbero in netta minoranza .

In conclusione mi sento spesso  gallina chioccia ma padovana, quella con il ciuffo, riccio come me.

D’ora in poi se mi diranno” Le donne sono tutte galline!” io sorriderò e faro coccodè ..tiè!

L’ora legale dei senti-menti

Oggi è il primo giorno di ora solare e l’orologio è andato un’ora indietro: tramonterà prima il sole, sorgerà prima l’alba, saremo un pò sfasati per oggi ma poi torna tutto alla normalità, perchè anche l’ora diventa quella normale, dettata dalla natura delle cose.

L’ora legale è un inganno in realtà, perchè sposta le lancette, ma non il tempo reale, per fare in modo che tutte le attività siano spostate e si abbia meno bisogno di luce elettrica per consentirne il risparmio.

E’ una menzogna. Utile, ma è una menzogna.

Mi chiedevo: ma anche nella vita esiste un’ora legale dei sentimenti?

Mi spiego: esiste un modo di vivere i sentimenti falsando l’orologio del cuore? Esiste una menzogna che faccia risparmiare tempo e quindi consenta all’oggetto amato di essere disposto all’amore senza condizioni?

Esistono menzogne “bianche” finalizzate al risparmio di energie sentimentali?

Esempio: chiamo amore chi ancora amore non è, ma predispongo così l’amato/a ad essere più disponibile al dialogo amoroso. O mando baci e poesie e lettere piene di sentimento, non ancora provato intensamente, per far si che chi le legge sia , per così dire, portato a leggere fra le righe quello che sente nascere ( indotto) dentro.

E gli ammiccamenti? i doppo sensi? le galanterie non sono tutte manifestazioni di lencette messe sull’ora legale del gioco della seduzione?

Poi torna l’ora solare e tutto prende il vero ritmo: dettato da reali esigenze, da paure da sconfiggere, da circostanze e contingenze da tenere presente, da non avere il coraggio di azzardare…insomma tutto normale, tanto normale, terribilmente normale.

Ma ci sono quelli come me , che sono in piena ora legale sempre, nel senso che vivono sempre un’ora avanti dormendo poco, dicendo sempre quello che in quel momento provano senza guardare l’orologio,  godendo della luce in più e purtroppo, spesso, ingannando il proprio orologio del cuore… ma sognando che questo sia normale.

Che faccio, cambio orario anche io?

Buon Compleanno Alessia

Le parole non sono mai state il mio forte, forse graficamente me la cavo un pochino meglio. Ti dedico con tutto il cuore un buon compleanno Alessia.
Il tuo caro amico Gianni
Buon Compleanno Alessia
 

Perlando di me, parliamo di noi

PIGRA

Sono molto pigra,direi oziosa

sono inattiva in maniera spaventosa.

Amo leggere ,adoro cucinare

sdraiata sotto il cielo amo stare a pensare,

sogno spesso e mi incanto, immobile,

seduta, mentre tutto scorre instabile.

Faccio sempre le stesse strade, quando cammino

per pigrizia e senza spirito di avventura, nel casino

Lente le ore, adoro che vadano piano piano

così, ferma ferma,vado lontano lontano

a volte con lui mano nella mano…

Tutto dovrebbe essere fatto a misura di stagione:

quella dell’anima, senza stress nè velocizzazione

con espressione.

Pigra azione.

GRILLI

Nella mia testa

c’è una foresta,

con tanti grilli

vispi ed arzilli,

che saltellanti

son devastanti.

Di fiore in fiore

mi spaccano il cuore,

va l’anima in pezzi,

e io pago i pezzi

di sogni perduti,

saltati e caduti

come i grilletti

verdini e perfetti.

Perchè stanno lì?

Dov’è il D.D.T.?

Pane, amore e fantasia

Fantasia
Da un pò di tempo ho la sensazione di essere più sola( vabbè dalla mia solitudine escludo i presenti ovviamente e si capisce leggendo leggendo), perchè mi rendo conto di pensare in maniera diversa dagli altri, di sentire in maniera diversa dagli altri, di ascoltare e cercare di capire in maniera diversa gli altri.

Certamente adesso non sto facendo il santino a me stessa- santa Alessia martire incompresa- ma diciamo che dalla maggioranza delle persone che conosco ( non quelle poche che frequento ) mi distinguo non solo per il mio essere logorroica, fantasiosa, un pò sovversiva, anticonformista, anche una empatica che si immedesima nelle vicissitudini degli altri, ma anche perchè ancora credo che nel dialogo c’è la soluzione dei problemi e che l’unione fa la forza.

Mi spiego: io non ho timori a esternare le mie preoccupazioni,a difendere le mie idee, sono educata e cerco di inculcare nei miei figli l’amore per l’educazione nei modi e nei comportamenti, non sono un’ipocrita e si vede ma sono garbata anche con i nemici, sono leale ma trasgressiva,cerco di comprendere tutte le ragioni degli altri e non ho paura a dire”ho sbagliato” e ” scusami”, davanti ai fallimenti dopo la prima disperazione( umana) che provo, trovo alternative e cerco di andare avanti; sono  una pessima  ottimista, non ostento titoli e cultura,  ma soprattutto credo che in tutte le cose, belle o brutte c’è una ragione dietro, che per questo può essere studiata, giustificata e quindi cambiata dall’unione delle persone che vogliono cambiarla.

E intorno vedo tanta superficilalità, tanto badare alle convenzioni come il classico ” madonna, e la gente adesso che deve dire?”, ai “non posso,  perchè non  lo capisco”, ai ” see, vabbè tu la fai facile!”, oppure al più cattivo” tu sogni, sogni troppo…”.

Embè, che male c’è a sognare una città migliore ( più verde e meno politica), un Amore migliore( vabbè per quello ci sto lavorando eheheh), una scuola migliore ( povere nuove generazioni!), un governo migliore ( magari! e quando si schioda quello..)? che male c’è a credere che parlando posso convincere qualcuno ad essere tollerante ( anche per il parcheggio che non si trova) o più aperto verso gli errori degli altri? a cercare di mediare invece che litigare? o a litigare ma poi costruire?

che male c’è se sogno che le cose si possono sempre aggiustare con pane, amore e fantasia?

Devo dire che ho trovato gente che la pensa come me ( e chi passa da questo strampalato appartamento in genere è simile a me, e ne sono FELICE) ma mi viene una sconfidenza guardandomi intorno…

Non crediate che sono presuntuosa , è solo che cerco sempre di seguire il cuore, il contatto fisico, la gentilezza piuttosto che i denti, le unghie e le parolo grosse e mi sento sola a volte, molto sola

Vabbè, facciamola passare la malinconia e facciamo un sondaggio: bastano pane, amore e fantasia per andare avanti?

Anche se il pane è poco( come di questi tempi), che l’ Amore è raro e avaro ( tranne casi particolari…ma senpre difficile è) e la fantasia passa ( e diventa gioco di prestigio ergo illusione), io ci credo ancora…sbaglio?

Il fuoco che arde

 Il fuoco che arde

Ma a voi è mai capitato di sentire dentro tanta voglia di fare , di creare, di andare avanti, che parte dalla pancia e cerca di arrivare al cervello, passando per il cuore se non c’è traffico?

Una sorta di energia che ronza nelle orecchie, che vibra , che pulsa,  che parte da un’ indignazione, da un’ispirazione, da una canzone, da un cazziatone, anche da un sentimento, o da un brutto momento, o dall’ovvio risentimento?

Allora, proprio allora che vorresti  mandare a qual paese tutto, ti senti di rifare tutto, come in una sorta di fenice che rinasce dalle proprie ceneri, perchè ti senti una rabbia dentro  e una voglia di cose migliori, senza rancori, senza rame ma ori, senza discussioni, con grandi emozioni e senza paragoni.

Ma questo perchè? Perchè c’è chi lo chiama il duende, chi L’angelo, chi talento, chi ispirazione, chi Fede, chi Peccato, chi Amore,  ma c’è sempre un’energia che da dentro ci fa andare avanti, e non parlo solo  della spinta che ci proviene dall’ anima, quella è la legna, ma il fuoco lo accende un combustibile diverso per ognuno,  che è quello che ci differenzia.

E’  per come e per cosa ardiamo che siamo diversi.

E’ il colore del fuoco che distingue il calore.

E’ per come bruciamo che ci distinguiamo l’uno dall’altro..

Ci sono i fuochi fatui che ardono all’ossigeno della calma, quelli di paglia intensi, brevi e inutili, quelli da benzina  con altissime  e caldissime fiamme irragiungibili, quelli da fiammifero.. un soffio e finisce tutto,  quelli che si colorano di verde rosso e giallo a seconda del metallo che li colora, quelli che nascono dalla legna e fanno brace che cuoce, quelli inestinguibili come quelli che covano sottoterra, quelli dei fulmini che cadono dal cielo, quelli della pelle che scotta, quelli delle stelle che attirano pianeti ma li tengono a distanza.

E i nostri che fuochi sono?

I miei sono costanti, caldi,ribelli, azzurri.

Caro diario…

Caro Diario, che fatica questa settimana!

Ho dovuto mettere ordine nella testa e nel cuore; l’anima poi, non ne parliamo! c’è voluto lavoro ,tanto lavoro…

La testa era vuota, senza idee, stanca di pensare a cose che tutti pensano inutili: la vita che scorre, gli amici, i fallimenti, la politica, la musica…ah la musica! sempre nelle orecchie per piangere, piangere e poi sorridere di nuovo ( benedetto mp3);  la testa  era piena di regole da rispettare, convenzioni da seguire per far andare avanti la baracca e basta, insomma la corrente se ne era andata ed era scattato il gruppo elettrogeno.

Il  cuore era ferito e dolorante, non tanto perchè trattato male( quello che si sopporta e si supera e ci si incazza pure!);  no, era proprio ferito perchè impotente davanti alla sua irresponsabile disponibilità e quindi a braccia aperte era andato incontro al plotone di esecuzione e BAM! caduto e colpito.

L’anima, beh l’anima era quella peggio messa, perchè quella, si sa, segue regole che regole non sono: sente, vola, tocca il cielo, si illumina, corre verso il mare e poi però , a volte, tra quelle onde si lascia andare e annega nelle belle parole, nell’ estrema vulnerabilità delle sue emozioni, nel vedere quello che non c’è, nel trovare il bello e il buono sempre e  di conseguenza ho dovuto faticare per rianimarla; capirai, con tutta l’acqua che si era bevuta!!

Vabbè, mo tu ti chiederai” Cosa diavolo sarà successo di così grave da mandare all’aria tutto il tuo apparato emotivo e pensante?, che poi tu sei una piccola signora forte, sorridente, polemica si, ma tendenzilamente ottimista, o no?”

Sei troppo curioso  e pettegolo, non te lo dirò per filo e per segno sennò ne parli in giro e sai lo sputtanamento!! No,  non ti dirò come è passata la bufera…

Ti dirò che nella mente ho messo le parole amiche di stranieri e conoscenti, oltre di chi mi vuole bene, che mi hanno fatto sorridere e mi hanno costruito scaffali su cui mettere i libri pieni delle mie idee  e devo dire che mi piace come sono rilegati, quindi ho ripreso a leggere.

Ti dirò che il cuore si è automedicato dopo una bella canzone, una testa di pianti, una giornata di riflessione,  taglia e cuci, dai e ridai, adesso è al sicuro e per un pò si terrà alla larga dai guai, o bazzicherà posti sicuri.

L’anima…l’anima è stata raccolta dalla spiaggia da due braccia sicure, mature, gentili, affettuose che l’hanno accarezzata, l’hanno consolata e anche schiaffeggiata ma rianimata; una voce sottile ma antica l’ha chiamata e le ha sussurrato parole dolci e parolacce forti e l’ha fatta ricomnciare a cantare, due mani le hanno preso il viso, e le hanno detto” IO ci sono, non vado da nessuna parte senza di te, perchè ti voglio bene” e lei ha sorriso di un sorriso azzurro tuffato in due occhi lontani ma vicini, occhi che sbocciano con i suoi.

Quindi caro Diario, la morale della favola è che anche se sei morto c’è sempre qualcuno che piangerà per te, se scappi c’è sempre qualcuno che ti rincorrerà, se cadi c’è sempre qualcuno che veglia su di te, nonostante tu sia una capricciosa, simpatica , pericolosa, intollerante, enfatica, drastica testona come me o come voi o come tutti.

Ah, caro diario, dedico questa pagina a chi non mi ha lasciata sola, anche soffrendo e patendo per me, ma lasciadomi libera di farmi male, sapendo che mi sarei fatta male, facendosi del male, ma  che mi vuole bene lo stesso , insomma un’anima pia e santa e un pò masochista direi, ma grande per me.

ps: il secondo tempo del film è appena cominciato!!

L’intervallo

Ci sono momenti, che durano più di un attimino, in cui ti accadono un milione di cose e il tempo cambia direzione, la giornata cambia nome: una buona notizia sul lavoro, una brutta notizia che riguarda una persona cara, un premio vinto, un amico che ti chiama dopo tanto tempo, un nemico che finalmente se la passa male, una vittoria sociale, una sconfitta sociale, un amore che finisce, uno che nasce, uno che ritorna, la telefonata che aspettavi, la risposta che cercavi,il pianto che  ti cercava ( e ti ha trovato) , l’energia ritrovata e quella che è sprecata e che ti stanca,una email cara e affettuosa, una infruttosa, un’amicizia che non c’era e una che poi ti fa compagnia, una nuova vita che nasce e una che invece non ti va di vivere, insomma un grande casino di possibilità che ti fanno muovere in una direzione che non ti aspettavi.

Poi ci sono gli intervalli

E lì pensi, tra una cosa e l’altra che ti capita, a dove stai andando  e con chi e poi perchè.

Io sono in pausa adesso, quindi per un pò ci sentiremo di meno.

Carissimi, ci vediamo quando comincia il secondo tempo, vado a prendere popcorn e CocaCola e se faccio in tempo riesco pure a finire di vedere il film, che la protagonista mi sta simpatica.

DIECI DOMANDE

LE NOSTRE DIECI DOMANDE ALLE ISTITUZIONI ITALIANE:

1) Perché e come è morto Niki Aprile Gatti

2) Perché e come è morto Paolo Borsellino

3) Perché e come è morto Attilio Manca

4) Perché e come è morto Pier Paolo Pasolini

5) Perché e come è morto Aldo Bianzino

6) Perché e come è morto Marcello Lonzi

7) Perché e come è morto Manuel Eliantonio

8) Perché e come è morto Ihssane Fakhreddine

9) Perché e come è morto Gianluca Di Mauro

10) Chi e Perché ha lasciato morire i ragazzi della Casa dello Studente all’Aquila

Diritto alla rete
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PREMI PER NOI

Premio Graficamania

Ho ricevuto questo premio da una nuova e carissima Amica, Rita millecolori, che ha apprezzato il posto dove io con le mie parole e Gianni con le sue grafiche originali e intense e le sue musiche (che ringrazio particolarmente per la sua pazienza a sopportare le mie idee ), cerchiamo di rendere piacevole per regalare un sorriso, una riflessione, un ricordo, una storia, qualche idea e tanta voglia di condividere un pò delle cose che ci frullano per la testa e per l’anima, facendo capolino per il cuore.

premio stella

Ringraziamo Stella del suo premio che in una parola nasconde mille significati, perchè dire grazie vuol dire condividere, apprezzare, stimare, regalare perchè si è ricevuto qualcosa, donare una parola per ricambiare un gesto, un 'emozione, un sorriso.
Grazie a te Stella, per passare da qui lasciando la tua scia.

premio solidale

Grazie a Stella per il suo affetto e per averci donato parte di sè con questo premio, che è importante come la sua presenza tra di noi. GRAZIE!!!

Grazie per il premio che ci ha dato Stella , prezioso come la sua amicizia.

Premio sviluppo della mente

Grazie a Stella per il premio che ha dedicato a GIANNI per la sua creatività e sensibilità nel trasformare in immagini emozioni.

Grazie per il premio, che contiene il mondo creativo che è in tutti noi.

Premio Blog brillante

Grazie a Stella per il premio vitaminico
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